≈ Pensandoci ≈

Pensato, ma non troppo... venerdì, 11 settembre 2009 in: lei , giorni particolari


[Rachael Yamagata - Horizon]

[Non dormo, e 'ci' penso]
Ti ho detto, anzi no, non ti ho detto che non capivo.
Che non riuscivo a comprendere questo risentimento mascherato da compassione.
Se lo avessi saputo o se lo avessi soltanto immaginato, non ti avrei detto quanto male mi faceva.
Non te l'ho detto perché in fondo non mi ascolti più.
Non ci sono più parole, non ci sono più argomenti.
Eppure avrei potuto dirti di tutti quei momenti che mi hanno reso felice.
Come allungare un braccio la notte per sfiorarti il fianco o le risate sulla spiaggia di EsseElle.
Come le patatine -un po' stantìe a dire il vero- offerte ai due turisti francofoni in Corso Umberto ed i 'cambio passo' al lungomare di Essechenti o ancora le colazioni interculturali al b&b di TiEffe.
Certo che ne abbiamo fatte di cose, eh?
Compreso il tempo perso a litigare, a credere di doverci dire tutto, di dover spiegare razionalmente ogni cosa.
Ed alla fatica della lite seguiva quella della discussione, del ragionamento, del calcolo quasi matematico dei torti e delle ragioni.
Un piccolo tribunale improvvisato nel quale ci processavamo a vicenda, condannandoci poi -questo sì- a restare insieme.
Sì perché poi ci piaceva fare pace.
Sciogliere in un abbraccio quel groppo di rancore fermo a metà strada tra lo stomaco ed il plesso solare -plesso solare fa un po' ridere, lo so, ma era da un sacco che volevo scriverlo-
Lasciare libero sfogo alle lacrime, prima trattenute dalla rabbia, e stringerci in un abbraccio fino a quasi farci male.
Una piccola rivincita sulla cattiveria delle nostre reazioni.
Fino a quando: niente più spiegazioni, niente più parole pesate, niente torto e ragione, né accusa e difesa.
A un bivio, ecco dove alla fine siamo arrivati.
La possibilità di continuare insieme sulla nostra strada senza più ragioni logiche o quella di dividerci con l'ottima scusa dell'incomprensione, dell'incapacità di dare una spiegazione a questo scagliarsi l'uno contro l'altra.
E lì, da qualche parte lungo quella strada, ti ho vista sulla linea dell'orizzonte... e ti ho persa.

On a Clear Day

Non te l'ho detto, ma proprio allora ho capito che: "mh mh_mh"
.
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≈ Q.B. ≈

Pensato, ma non troppo... giovedì, 03 settembre 2009 in: morale, giorni particolari

[Malia ft Billie Holiday - Solitude]

Grandi misteri.
Io sono misterioso.
Il funzionamento del mio cervello è misterioso.
Vorrei capire come agisce, come i vari neuroni comunicano tra loro
Perché spesso mi portano a fare cose senza senso, pericolose, potenzialmente catastrofiche.(mado')
C'è possibilità di scelta, ma mi sembra quasi di non averne.
Mi lascio risucchiare dalla voglia di provare, di osare, nonostante tutto e tutti.
Coraggio o incoscienza? Di più la seconda. Sicuro.
Intanto ho preso qualche giorno di ferie, provo a godermi questo momento di libertà 'condizionata'.
Bello stare soli quando stare soli è bello.
Ti conosci e ti capisci, sai di te e della tua storia.
Non hai bisogno di importi, di prevaricare, di conquistare i tuoi spazi, puoi stare e puoi essere senza dover contendere niente a nessuno.
Puoi chiederti cosa vuoi e aspettare pazientemente una risposta, anche quella sbagliata, anche quella che non verrà.
Ma la solitudine dà alla testa come il nero d'avola.
A volte.
Sapevatelo no ?!



ps: ...

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≈ Birds ≈

Pensato, ma non troppo... martedì, 18 agosto 2009 in: memories, musica, giorni particolari, -s-copia e incolla

[Emiliana Torrini - Birds]

Ci vado spesso al porto, quell'ambiente mi rilassa.
Mi piace guardare i pescatori rientrare sulle loro barche colorate.
I loro visi ruvidi segnati dalla salsedine e dal sole.
Mi piace vedergli 'esporre' il pescato, soppesarlo ed appattarsi sul prezzo con il ristoratore accorso in banchina.
Mi piace quando sistemano le reti, il cordame, quando lavano a secchiate la coperta, quando adagiano i remi sul telo cerato e mettono piede a terra.
Li guardavo e mi chiedevo da quanti anni gli vedo fare sempre gli stessi gesti.
Poi mi sono perso ad osservare il volo di un gabbiano.
Oramai se ne vedono sempre meno qui, vai a sapere perché hanno traslocato verso l'entroterra.
Anche a parecchi chilometri dalla costa ne vedi a centinaia, a migliaia.
E' come se improvvisamente si fossero stancati del mare e se ne stessero alla larga dalle onde.
Perchè si sono ridotti a cercare il loro cibo nelle discariche cittadine invece di procurarsi il pesce fresco?
Perchè si sono degradati fino al punto da dovere contendere ai topi dei resti di mangiare putrefatto?
Si sono ridotti volutamente così o è cambiato qualcosa nell'ordine della natura?
Buh, valli a capire.
Di sicuro a me è così che piace immaginarli: in un volo planato ed Emiliana in sottofondo.
[Click]

[Foto di ΞΙΙΞΔ, cioè mia]

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≈ Helad Runner ≈

Pensato, ma non troppo... martedì, 07 luglio 2009 in: semiserio, giorni particolari
"Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel..."

Ah no, scusate, quello è nel film.
Io niente, dopo un'immortalata tregiorni tra mare(vedi foto), concerti e palazzetti, ho avuto delle divagazioni.
Piccoli contrattempi, nella fattispecie mi hanno bucato l'addome in quattro punti per poi chiuderlo temporaneamente con delle graffette metalliche e, successivamente, affiancato ad un ottuagenario dissociato il quale non deve avere preso la cosa molto bene dato che:
Dopo un'ora, chiamandomi Roberto, si è liberato del di lui pannolone facendolo roteare nell'aere mancandomi per un pelo.
Dopo due ore, chiamandomi Nico, ha tentato di estirparsi dall'apparato urinario un catetere a tre vie.
Dopo tre, chiamandomi Vincenzina, ha iniziato a comprimere una sacca piena di piscio con l'intento, credo, di farla esplodere.
Dalla quarta alla settima si è esibito in un verso a metà tra lo sbuffo di una locomotiva a vapore e quello di una balena dopo un'emersione.
All'ottava ha lanciato il telefono dalle mie parti, ma io(tié) ero in medicheria alla furtiva ricerca di un flacone di Roipnol o similare.
Dell'intervallo dalla nona alla tredicesima ora non si hanno notizie certe dato che il Roipnol l'ho poi trovato.
Alla tredicesima sono stato svegliato da quello che inizialmente scambiai per una violenta eruzione effusiva dell'etna (ero in zona, non per altro) e che solo dopo mi resi conto trattavasi di comodino sbattuto violentemente contro il mio letto dall'arzillo et abbandonato(altro che cani Marì...) coinquilino.
A quel punto, e solo a quello, mosso a compassione il personale paramedico decise di trasferirmi nella stanza accanto.
Già per metà occupata.
Dal campione mondiale di peti.
Ovviamente.

[ foto di ΞΙΙΞΔ cioè mia ]

[ La foto è mia ]
Sottoscritto da helados alle 09:45 |commenti (4)

≈ Et voilà! ≈

Pensato, ma non troppo... lunedì, 06 luglio 2009 in: semiserio, giorni particolari
La settimana è iniziata male.
A causa di una sfortunata congiunzione astrale (in balcone se ne era accumulata un metro cubo. circa) mi sono ritrovato a dover buttare la monnezza.
Operazione capace di rivelarsi molto complessa, soprattutto quando:

1.Non riesci a  spingere il pedale del cassonetto e le due uniche possibili alternative (procurarsi un piede di porco per aprire il coperchio, oppure contattare l'incredibile Hulk e chiedergli di azionare l'apertura a pedale) non sono proprio alla tua portata
2.Mentre un tuo braccio ed una tua gamba si dibattono con tenacia per aprire il cassonetto, l'altro braccio e l'altra gamba devono sorreggere metà della monnezza, le chiavi di casa, della macchina, dell'ufficio, la cartella (sì vado in ufficio con la cartella, qualcosa in contrario?), la custodia degli occhiali, incartamenti vari.
3.Quando e se, miracolosamente, il cassonetto si apre e tu (ripresoti dalla sincope procuratati dal gatto fuoriuscitone) riesci ad introdurre(con gesto felino uguale e contrario al precedente appena descritto) parte della monnezza, il coperchio si richiude all'improvviso, ghigliottinando senza scampo il tuo braccio
4.Ingaggi una lotta furiosa con lo stesso con la non proprio gradevole sensazione di avere un braccio completamente risucchiato dal cassonetto lurido e l'altro stoicamente intento a trattenere il resto della monnezza, cartella, chiavi, custodia, incartamenti vari.
5.Nel frattempo, dispensando imprecazioni fecali e dando del suino alla quasi totalità degli esseri viventi conosciuti e notata una discreta rappresentanza della fauna condominiale intenta ad osservarti, da finestre e balconi, con compassionevole curiosità, le tue ghiandole sudoripare decidono di battere tutti i record di efficienza.(roba che persino Mini -nel senso di Ministro- Brunetta resterebbe allibito)

Adesso sono in attesa di nuove avventure, a proposito, secondo voi sarò in grado di tornare a casa per pranzo con un chiodo saldamente piantato nello pneumatico anteriore destro dell'auto?

Sottoscritto da helados alle 09:30 |commenti (12)

≈ TeSì ≈

Pensato, ma non troppo... mercoledì, 29 aprile 2009 in: lei , morale, giorni particolari


[Mina - Come Gocce]

E poi, come crema lenitiva sulla pelle irritata dal quotidiano, ti coglie un pensiero di quelli che fanno fare un gran sorriso al cuore.
E' da un po' che elaboro una teoria alla quale sto cercando di dare un senso meno eccentrico.
Sono infatti sempre più convinto che non siamo proprio noi per forza a scegliere con chi relazionarci, a decidere chi avere come amico/a, fidanzato/a, conoscente, ma nasciamo già con dei fili il cui capo termina con una persona e vivendo vivendo, arrotola e avvolgi, prima o poi la si incontra.
Casualità, fato, sorte, il buon vecchio destino.
Persone. Amici. Nemici. Contatti. Fidanzati. Amanti. Difficoltà. Complicazioni. Insegnamenti.
Nomi e fatti scritti nel copione della nostra esistenza.
Sceneggiatura di una vita che non conosciamo, distesa avanti a noi.

Luci.

Motore.
Azione.


Come sabato.



[Come io e te]
Sottoscritto da helados alle 22:00 |commenti (17)

₪ Pre_Visioni ₪

Pensato, ma non troppo... mercoledì, 22 aprile 2009 in: semiserio, morale, giorni particolari




Lo sento, c'è qualcosa in me in questi giorni che non va.
No, non sono ipocondriaco, affatto.
Ma, per motivi che non sto qui a spiegarvi, in questi ultimi anni ho imparato ad ascoltare continuamente il mio corpo.
Conosco sintomi, prevedo algìe, anticipo diagnosi, mi auto-prescrivo terapie.
E' andata così fino a questa sera, fino a quando dopo essermi sollazzato sul divano per un intero pomeriggio tra le pagine di un libro, la tv ed un paio di cd, ho deciso di farmi una doccia.
Come logico, mi sono spogliato, ho preso accappatoio, bagnoschiuma e shampoo e non appena mi sono messo sotto la doccia ho cominciato a non vederci più bene, così, improvvisamente percepivo tutto annebbiato.
Non ci voleva tanto a capire che qualcosa non andava, ho pensato, data  la repentinità dell'accaduto, a qualcosa di veramente serio ed in un momento ho realizzato tutta una serie di situazioni di svariata natura, tipo...
- il dovere rinunciare prematuramente all'ipotesi, plausibile, di passare il resto della mia vita insieme a Nicole Kidman o, in alternativa, ad Halle Berry
- il dolore del direttore -bastardo- della banca erogatrice il mio mutuo casa che, a seguito della lettura del mio necrologio, affranto si martella una palla
- immaginare mia moglie che spende, in vestiti borse e scarpe, l'intera mia buonuscita, i massimali della polizza vita e l'indennità extraprofessionale
- la psicoterapeuta prenotarsi un soggiorno di un mese presso un monastero Zen per scongiurare l'ipotesi di una -sua- sindrome nevrastenica
- il rammarico di non poter vedere l'Inter vincere una Champions, non perché sia interista, anzi tutt'altro, ma perché evento raro quanto il passaggio della Cometa di Halley
- il mio capo che fa una colletta tra i miei colleghi per giocarsi un sistema al superenalotto con i numeri delle mie date di nascita, morte ed il numero di matricola aziendale
- i progetti di Ghianda di fondare -e presiedere- un Helados BlogFanClub sciogliersi come una granita in un Siculo mezzogiorno d'agosto
... e così via.
Dopo quell'istante sembratomi eterno, considerato che ancora tutto si poteva dire di me fuorché che avessi tirato le cuoia, ho portato le mani agli occhi per eseguire quel gesto tanto comune che si fa per rilassarli strizzandoli leggermente e li mi accorgo che quel qualcosa che non andava erano gli occhiali.
Cioè, mi ero messo sotto la doccia indossando ancora gli occhiali.
Sigh!



Non è per ripetermi, ma qualcosa in me in questi giorni non va.
Sottoscritto da helados alle 22:50 |commenti (34)

≈ Con_Sensi ≈

Pensato, ma non troppo... martedì, 14 aprile 2009 in: lei , ad occhi aperti, giorni particolari
 

So che a voler esprimere tutto quello che penso, che provo, che quotidianamente vivo, non ci sarebbero parole degne e sufficienti, nemmeno per uno che, come me, alle “parole” ha intitolato questo piccolo spazio.
So che se provassi a raccontare di questi ultimi miei giorni trascorsi difficilmente mi si potrebbe credere.
So che se solo accennassi a baguette a pranzo e riso a cena, a bagno a mezzanotte e fragole&champagne, a cacce al tesoro e lume di (3nta)candele, a maxischermi e letti a scomparsa, a panino sugli scogli e cavalcatori di onde, chissà che romanzi ci tirerebbero fuori Ghianda&Chota.
E allora niente, dico che questi giorni sono andati avanti così, uno dopo l'altro, momento per momento, vissuti pienamente ma con consapevole leggerezza.
Mettendo da parte, per quanto possibile, quella continua ricerca di conferme molte volte deleteria.
Abbandonandosi a quello stato transitorio tra sogno e realtà, mediando tra concretezza e immaginazione.
Ecco, credo sia proprio questa la ricetta.
Penso che tutto ciò che si può fare è cercare di viverci giorno per giorno, attimo per attimo, senza star troppo a pensare a quelli trascorsi o a quelli futuri.
Viverci così come viene, piacerci per quello che siamo senza doverci stravolgere per riuscirci.
Direi che andiamo bene così, che siamo vicendevolmente amabili.
Abbastanza 'scemi' per capirlo da soli.
 

[ Foto Bellissima ]

O no ?!

Sottoscritto da helados alle 20:44 |commenti (13)