≈ Con_Sensi ≈

Pensato, ma non troppo... martedì, 14 aprile 2009 in: lei , ad occhi aperti, giorni particolari
 

So che a voler esprimere tutto quello che penso, che provo, che quotidianamente vivo, non ci sarebbero parole degne e sufficienti, nemmeno per uno che, come me, alle “parole” ha intitolato questo piccolo spazio.
So che se provassi a raccontare di questi ultimi miei giorni trascorsi difficilmente mi si potrebbe credere.
So che se solo accennassi a baguette a pranzo e riso a cena, a bagno a mezzanotte e fragole&champagne, a cacce al tesoro e lume di (3nta)candele, a maxischermi e letti a scomparsa, a panino sugli scogli e cavalcatori di onde, chissà che romanzi ci tirerebbero fuori Ghianda&Chota.
E allora niente, dico che questi giorni sono andati avanti così, uno dopo l'altro, momento per momento, vissuti pienamente ma con consapevole leggerezza.
Mettendo da parte, per quanto possibile, quella continua ricerca di conferme molte volte deleteria.
Abbandonandosi a quello stato transitorio tra sogno e realtà, mediando tra concretezza e immaginazione.
Ecco, credo sia proprio questa la ricetta.
Penso che tutto ciò che si può fare è cercare di viverci giorno per giorno, attimo per attimo, senza star troppo a pensare a quelli trascorsi o a quelli futuri.
Viverci così come viene, piacerci per quello che siamo senza doverci stravolgere per riuscirci.
Direi che andiamo bene così, che siamo vicendevolmente amabili.
Abbastanza 'scemi' per capirlo da soli.
 

[ Foto Bellissima ]

O no ?!

Sottoscritto da helados alle 20:44 |commenti (13)

≈ InCantautore ≈

Pensato, ma non troppo... domenica, 22 marzo 2009 in: musica, ad occhi aperti, giorni particolari
"Le emozioni sono il fine dell'arte. E le canzoni devono riuscire a smuovere tutti i 56 muscoli che compongono quell'unico muscolo chiamato cuore. Ecco perchè sono contro gli stili che le emozioni finiscono per ingabbiare."
Vinicio Capossela


[ TA DA ]

Quelli di Vinicio Capossela non sono dei semplici concerti, vi è sempre qualcosa di magico ed unico nei suoi spettacoli.
Ma in questo suo ultimo credo si vada ben oltre.
La magia inizia già da fuori il teatro con giocolieri e mangiafuoco che intrattengono gli incuriositi presenti.
All'interno, quando si spengono le luci, il mago sui trampoli, tra il pubblico, annuncia con un megafono l’inizio del concerto.
Si apre il sipario, sopra il palco si illumina una scritta stile lunapark : "SOLO SHOW"
Il concerto è diviso in due parti, la prima, dedicata quasi interamente all'ultimo lavoro "Da Solo", dalle atmosfere buie e fumose va avanti piano e senza grossi sussulti nonostante cambi di cappello, look, sonorità quasi per ogni pezzo.
Dopo un intervallo a sipario aperto per l'esibizione del mago Wonder e la sua aiutante, inizia, annunciata da una sirena, la seconda parte, il vero e proprio Show.
Luci calde colorano il palco evidenziando una scenografia che ricorda il circo di fine 800, bizzarro, ironico, sentimentale, a volte cinico, indubbiamente folle, Vinicio si fa ingabbiare da quello che da lui il pubblico si aspetta, ossia l'interpretazione dei pezzi forti del suo repertorio, brani a lui venuti ormai a noia vengono eseguiti dall'interno di una gabbia illuminata, appunto.
I toni si fanno sempre più trionfanti, onirici, tra metafore, metamorfosi, deformazioni, mitologia, le atmosfere sempre più da luna park, mostri-pupazzi e mostri veri (i componenti la band seppur bravissimi sono brutti proprio) si esibiscono in surreali esibizioni come la “human pignata” (il mago Wonder che, appeso a testa in giù, viene bastonato come una pentolaccia mentre prova a liberarsi dalla "pazzo jacket", una sorta di Houdiniana camicia di forza).
C’è il rischio di confusione e disorientamento ma di certo lo stupore e le emozioni non mancano.
Dopo un viaggio di oltre due ore in quel mondo fantastico e mentre tutti in piedi si salta e applaude quasi rapiti in uno stato ipnotico di travolgente commozione, Vinicio si congeda salutandoci con un nostrano:
"E si ficiru i ficu"
Sottoscritto da helados alle 10:10 |commenti (11)

≈ Satur[ated]day ≈

Pensato, ma non troppo... sabato, 29 novembre 2008 in: lei , ad occhi aperti, felicità, giorni particolari

 

E poi ci sono giorni per i quali non ci sono parole ...

Sottoscritto da helados alle 23:48 |commenti (7)

≈ diciotto&quarantasei ≈

Pensato, ma non troppo... domenica, 09 novembre 2008 in: lei , ad occhi aperti, felicità, giorni particolari
*
*

Non adopratevi ché questa tanto la capiamo in due.

[Forse tre!]

Sottoscritto da helados alle 21:30 |commenti (4)

≈ Alternative Ending ≈

Pensato, ma non troppo... giovedì, 16 ottobre 2008 in: memories, lei , ad occhi aperti, giorni particolari


A volte mi chiedo se sarebbe opportuno non vederti più.
Perché se ti vedo o ti sento, potresti scompagnarmi le carte.
Perché ci sono delle sensazioni che oramai riesco a ricreare, col pensiero, anche senza di te.
E questo aspetto, anche se frustrante, quando impari a conoscerlo, ha i suoi vantaggi.
Difatti posso immaginarti esattamente come e dove voglio.
Perché
, se non ti vedo o non ti sento, potrei addirittura sognarti.
Ma.

[image by ~Nimfe©]

{In ogni caso volevo dirti che, un po', mi manchi!}
Sottoscritto da helados alle 15:30 |commenti (33)

≈ Eccezioni ≈

Pensato, ma non troppo... giovedì, 25 settembre 2008 in: memories, musica, lei , ad occhi aperti, giorni particolari


E poi ci sono le eccezioni ovvero quei rapporti nati virtualmente ma che già dall'inizio hanno quel certo non so che.
Quella sorta di alone magico che ti fa chiedere continuamente se può essere vero ?
Quelle situazioni per le quali cominci a controllare la presenza di microfoni e/o telecamere nascoste.
Quel susseguirsi di affinità e coincidenze che un po' ti senti preso per il culo, come se dall'altra parte ci fosse, sotto falsa identità, il tuo migliore amico o tua cugina in vena di scherzi.
Invece poi, pian piano, ti rendi conto che è reale anche se certe domande continui sempre a portele.
Ma ti succede anche quando, successivamente, le impressioni si trasformano in certezze, quando inizi vedere con occhi e toccare con mano.
Sì perché non puoi ancora credere che ti basta desiderare mentalmente una cosa per poi riceverla, sotto forma di sua proposta, appena dopo un po'.
E ti sembra assurdo che ogni volta che dici: "fai tu!" lei faccia esattamente ciò tu in effetti avresti voluto fare.
Così poi finisci con il non stupirti più quando all'sms "domani 10:30 sotto casa mia.andiamo a mare" ti presenti con zaino e sacca per il cambio serale e stessa identica cosa ha fatto lei.
E nemmeno quando la destinazione finale è poi effettivamente quella, fino a quel momento, solamente sperata.
Eccezioni appunto.
Le stesse che adesso, quando ripasso mentalmente quei momenti che ci hanno visto uniti -in una lotta tra cuore e testa- nello stesso abbraccio, mi fanno pensare che l'andare oltre non sarebbe stato necessariamente un passo avanti.
Ma anche che: qualsiasi cosa sarebbe potuta essere indubitabilmente gli si è dato  un bel calcio in culo [cit.]
Eccezioni≈.
Quelle per le quali smetti di sognare nello stesso istante in cui chiudi gli occhi e prendi sonno.

e quando tu dormi... io guido!
Sottoscritto da helados alle 10:09 |commenti (27)

» StepS «

Pensato, ma non troppo... mercoledì, 30 luglio 2008 in: memories, lei , ad occhi aperti, felicità, morale, giorni particolari

" scusa ma non posso fermarmi ..."


Spero che anche tu, come me, ti sia resa conto di quanto ridicola ed assurda sia questa situazione.
Di quanto ridicola ed assurda sia -a volte- la vita.
Bastava che ti fossi fermata un attimo ed avrei potuto parlarti, per esempio, del libro che stavo in quel momento leggendo e di come lo avevo avuto.
Ecco sì, probabilmente ti avrei parlato degli ultimi due venerdì.
Del primo, quello con i cuoricini -che dopo aver atteso che tu finissi di ridere ti avrei spiegato dove stavano i cuoricini-. Quello con la degustazione di vino, formaggi e salumi, seduti al fresco tra piemontesi e liquorosi da dessert. Del giro alla ricerca di elettricità. Lo stesso della foto -impolverata- ai cocktails, della borsa ad uovo. Quello  delle chiacchiere da cortile, della reciproca stanchezza-non-stanchezza. Insomma, di quello lì.
E poi del secondo, quello in cui ho dovuto ignorare che c'eri e darti le spalle. Quello che -nel caso in cui ti fossi accorta- la scusa sarebbe stata: un granello di sabbia o il sale che brucia. Quello del puntuale alle 22:00, del "come stai -particolarmente- bene questa sera!". Della cena in un posto così [ clicca >>qui<< ], dove mancavano la polpa di ricci ed il 'greco di tufo' ma avrebbero potuto servirmi chiodi e kerosene e -giuro- non mi sarei accorto. Dove la musica -improvvisamente- è parsa prendersi gioco di noi e le 'coincidenze' presenti persino nel conto. Dove la passeggiata sottobraccio "in the city" mi ha fatto sentire come Battisti in "Perché no" -o come all'uscita dal museo, che poi mi sentivo Battisti anche li-. Quello della conversazione alla cassa e della dedica -narrata- sul libro.
Vedi, ti avrei pure detto che quel libro non posso passartelo -è un dono- ma ho intenzione di prendere -per te- una copia.
Inoltre ti avrei chiesto se era questo quello che -hai detto- mi si leggeva negli occhi.
E avrei
infine concluso parlandoti di 'paure' e strane sensazioni e del fatto che la vita è sì assurda e ridicola ma poi quando ti si presentano -inaspettati- di questi contesti ti rendi conto che -volendo- molte cose si compensano.

Volevo dirtelo ma -a quel punto- c'era solo l'impronta dei tuoi passi.

[A Te, invece, bentornata!]



Sottoscritto da helados alle 10:30 |commenti (27)

≤ Stupendo ≥

Pensato, ma non troppo... giovedì, 17 aprile 2008 in: musica, ad occhi aperti, giorni particolari
Abili mani confezionano un abito di parole dai colori tenui che io indosso senza chiedere.
'Eh però! Veste perfettamente!'
Ha tasche capienti e impunture d'incertezza, fodera leggera ed asole d'attesa.
'Davvero bello'
Stupito, a lungo mi rifletto e sì, effettivamente MI piaccio.
Quindi lo tolgo, lasciandolo al suo destino.
Rindosso il mio ed improvvisa mi vien voglia di ballare.
'Uh!'


[Sono così!]
Sottoscritto da helados alle 10:58 |commenti (5)