" Yes, Week End "
Un Nobel a prescindere.
Dato ad Obama senza un motivo che non sia l'adulazione collettiva, sei con Barack e ti senti giusto, perché con lui non si sbaglia.
Vince perché il mondo s’è innamorato di lui, vince perché è nero e ci si sente ancora un po’ in colpa, vince perché il Nobel non serve se non a riempirsi la bocca di vuoto.
Hanno premiato le parole, la speranza, gli ideali, le promesse, hanno esaltato il nulla.
Se basta questo per osannarlo, basta poco e con poco non si fa la storia.
Lo sa pure lui che questo è un premio dato all’intenzione, perché la pace che gli si attribuisce è lontana ed apparente al momento.
Lo premiano mentre continua a sganciare bombe al confine tra Afghanistan e Pakistan, mentre la sua amministrazione sta per chiedere al Congresso di mandare 40mila soldati in più a combattere.
Combattere, quindi uccidere, quindi morire.
Guerra, non pace.
Sia chiaro, non lo fa per gusto, lo fa perché li non può fare diversamente, perché potrà avere pace solo se continuerà a fare la guerra.
Se l’è chiesto anche il suo staff: che cosa ha fatto Obama per guadagnarlo?
Pare addirittura che la candidatura sia stata presentata l’11 febbraio, cioè venti giorni dopo il suo insediamento alla Casa Bianca.
Imbarazzante, grottesco, premeditato, ridicolo.
Certo, tornando indietro vediamo come lo stesso Nobel per la pace sia stato dato persino ad un terrorista come Arafat.
Ed allora va bene tutto.
Pure che Rosi Bindi sia eletta Miss Italia.
Per dire.
Oh... buon fine settimana eh!
Dato ad Obama senza un motivo che non sia l'adulazione collettiva, sei con Barack e ti senti giusto, perché con lui non si sbaglia.
Vince perché il mondo s’è innamorato di lui, vince perché è nero e ci si sente ancora un po’ in colpa, vince perché il Nobel non serve se non a riempirsi la bocca di vuoto.
Hanno premiato le parole, la speranza, gli ideali, le promesse, hanno esaltato il nulla.
Se basta questo per osannarlo, basta poco e con poco non si fa la storia.
Lo sa pure lui che questo è un premio dato all’intenzione, perché la pace che gli si attribuisce è lontana ed apparente al momento.
Lo premiano mentre continua a sganciare bombe al confine tra Afghanistan e Pakistan, mentre la sua amministrazione sta per chiedere al Congresso di mandare 40mila soldati in più a combattere.
Combattere, quindi uccidere, quindi morire.
Guerra, non pace.
Sia chiaro, non lo fa per gusto, lo fa perché li non può fare diversamente, perché potrà avere pace solo se continuerà a fare la guerra.
Se l’è chiesto anche il suo staff: che cosa ha fatto Obama per guadagnarlo?
Pare addirittura che la candidatura sia stata presentata l’11 febbraio, cioè venti giorni dopo il suo insediamento alla Casa Bianca.
Imbarazzante, grottesco, premeditato, ridicolo.
Certo, tornando indietro vediamo come lo stesso Nobel per la pace sia stato dato persino ad un terrorista come Arafat.
Ed allora va bene tutto.
Pure che Rosi Bindi sia eletta Miss Italia.
Per dire.
Oh... buon fine settimana eh!

Sottoscritto da helados alle 07:26
|commenti (7)
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