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Pensato, ma non troppo... mercoledì, 30 settembre 2009 in: così, categorizzando, -s-copia e incolla, provoc-azioni
I francesi sono dei geni

Roman Polanski è un grande artista del cinema, almeno così dicono.
Ma è anche uno stupratore di minorenni, per sua stessa confessione.
Un pedofilo depravato, quando aveva 46 anni si è preso una ragazzina di tredici -lui famoso lei sconosciuta- e l’ha fatta sua "
ubriacandola, drogandola e sodomizzandola", come si appurò al processo.
Il giorno prima di essere ammanettato per ordine del Tribunale di Los Angeles fuggì. In Francia.
Ora, a distanza di trent'anni è stato arrestato in Svizzera e l’avvocato ne chiede la liberazione supportato dalle proteste di ministri, attori e cineasti, dicono: "roba di trent’anni fa, che sarà mai".
Mi immagino se la stessa vicenda avesse avuto per protagonista un muratore, un medico, un politico, ecco, un politico.
Ci sarebbero comitati in piazza, girotondi, petizioni, raccolte di firme famose per metterlo di fronte al suo schifo.
E sarebbe -dinanzi a un reato comprovato e ad una fuga da vigliacchi- persino giusto.
Polanski? Ha confessato tutto pensando di scampare il carcere, ed è scappato quando ha compreso l’impossibilità di farla franca, quindi è stato accolto in Francia ed in tutta Europa come un povero perseguitato dai moralisti Americani.
E quando un magistrato di Zurigo applica un mandato di cattura internazionale come per qualsiasi umano della terra: sollevazione a difesa del genio. Sput!
Una su tutte quella di Frédéric Mitterrand, regista e ministro della cultura di Sarkozy -francesi come il cittadino francese Polanski- : «Esprimo il mio più profondo rammarico che si sia voluto sottoporre a una nuova prova una persona che ne ha già dovute superare così tante».
'Staminchia Mitterà, immagino il rammarico di tutte le vittime di pedofili e stupratori per questa ennesima prova dovuta subire dal "maestro".
Ribadisco, secondo me Polanski è contemporaneamente un artista capace di capolavori ed un uomo di merda.
E allora diamogli un Oscar ed anche la galera, non capisco perché le due cose debbano essere incompatibili.
Tyson era un artista del ring, poi ha stuprato una donna, nessuno ha detto "è un pugile meraviglioso guai se finisce in cella", si è fatto i suoi anni in divisa arancione, si è allenato nella palestra del penitenziario.
In uno Stato di diritto è così, se sbagli paghi, non ci sono immunità per gli intellettuali o per i geni.
Anzi proprio perché riconosciuti tali dovrebbero essere dotati di maggior coscienza, intuito, amore per la bellezza e dunque meno difendibili quando stuprano le ragazzine.

Ad ogni modo, dicevo, i francesi sono dei geni.
Sono bravissimi, ché già da piccolissimi sanno tutti quanti il francese.
[Touché]
Sottoscritto da helados alle 14:30 |commenti (10)

≈ Sbagliando ≈

Pensato, ma non troppo... lunedì, 28 settembre 2009 in: morale, provoc-azioni


[Carmen Consoli - Tutto su Eva]

Io sbaglio.
Eh sì, io sbaglio.
Io sono uno che sbaglia.
Mi si dirà: Tutti sbagliamo.
'Staminchia! io sbaglio molto più di tutti gli altri.
Tipo che se esistesse un elenco degli errori,io sono sicuro di averli commessi nella totalità.
Tipo che se qualcuno mi dicesse che ha fatto un errore che io non ho fatto, io sono sicuro, al centoxcento, di aver fatto anche quello e/o comunque anche fossi superato nella tipologia dell'errore, io sono sicuro di aver sbagliato molto di più, e molto più profondamente.
Io sbaglio anche nelle scelte, se mi trovo a fare una scelta scelgo sempre la soluzione sbagliata.
A volte, per non sbagliare, spesso non scelgo, ed anche in questo sbaglio.
Sbaglio facendo e sbaglio non facendo, sbaglio parlando e non parlando, scrivendo e non scrivendo, capendo e non capendo e si potrebbe continuare questa litanìa usando qualsiasi verbo, qualsiasi azione tanti sono stati, sono e saranno i miei errori.
Io ci provo a non farne più di sbagli, davvero, ma mi vengono lo stesso.
Non so mica com’è che mi succede.
Boh!
Ieri sera, per esempio, volevo uscire, poi ho sbagliato il sale nell'insalata ed allora sono rimasto a casa.
A bere.
Sottoscritto da helados alle 14:22 |commenti (24)

≈ Lunga_Mente ≈

Pensato, ma non troppo... lunedì, 28 settembre 2009 in: musica, lei , semiserio
Dicono io sia -a volte- troppo lungo nella stesura di un post.
Probabilmente è vero, quindi per questo di adesso, che descrive il mio weekend, si fa in questa maniera: salto una lunga introduzione in cui descrivo diverse situazioni capitate venerdì; il viavai meccanico/autoricambi per quel pezzo mai giusto, le corse ad evitare i temporali per arrivare puntuale per poi puntualmente aspettarla ed arrivare in ritardo, la sera-notta-ta al multisala per vederli entrambi, la cena frugale e la scorta al pianerottolo.
La salto, perché altrimenti divento troppo lungo
Immaginatevela.
Tralascio pure una parte in cui descrivo altre situazioni capitate sabato.
La mattina passata a turisteggiare al centro di Catania; le foto scattate ai passanti da seduto sotto "'o liotro"; l'andata e ritorno veloce e
'ci vediamo da te alle 17'; i timori, poi svaniti, di pioggia; il concerto in prima fila e la stretta di mano a Vinicio; il 'vadoacasaperchénonpassi'.
La tralascio altrimenti, dilungandomi, potrei annoiarvi.
Immaginatevi pure questa.
Stessa cosa fate per la descrizione di domenica, anche perché domenica non c'è stata, "ma te l'avevo detto".
Ecco, dopo che le avete immaginate, ci sarebbe pure la domanda finale.
Domanda alla quale voi non potete rispondere perché io mi guarderò bene dal scriverla.
Ovviamente.

Vi regalo questa però, perché c'ero.


[...amareècrudele...amareècrudele...]
Sottoscritto da helados alle 00:00 |commenti (6)

¤ Con_Fondente ¤

Pensato, ma non troppo... mercoledì, 23 settembre 2009 in: semiserio, provoc-azioni
Risultato della scartata del bacio.

“L’amore che economizza non è mai vero amore”

                                H. de Balzac

Scusate...
Ma in che senso economizza?
Cioè, che ti amo “un pochino”?
Che ti amo il giusto ma non ti faccio molti regali e ti porto poco fuori a cena?
Che ti amo tanto ma te lo dico a rate, interessi zero, taeg 5,60% ?
Che sì ti amo però ho dovuto smettere di fumare, rinunciare alla palestra ed all'abbonamento sky?

Ma perché ‘ste frasi amminchia hanno su di me questo effetto confondente?
E voi, economizzate in amore?
O siete più furbi e 'ste minchiate di cioccolato e nocciola le mangiate buttando l'incarto?
Sottoscritto da helados alle 21:44 |commenti (12)

♦ kiss ♦

Pensato, ma non troppo... lunedì, 21 settembre 2009 in: semiserio


[Vinicio Capossela - Medusa cha cha cha]

Non lo so cosa m'è preso ma ho smesso di scrivere, prima scrivevo tanto, di tutto, sicuramente di più.
Adesso non scrivo più neanche la lista della spesa, così poi vado al supermercato e torno senza le robe che mi servivano.
E con un sacchetto di minchiate. Anzi quattro.
Che poi quando vai in un supermercato diverso noti cose che nel tuo supermercato non noteresti, perché sei talmente abituato alla disposizione delle stesse che di solito vai diretto a quel che ti interessa.
Se vai in un altro posto, diventa un mondo nuovo, è una caccia al tesoro per trovare la birra che ti piace, lo yogurt che ti piace, il cracker che ti piace, e nel frattempo scopri molte cose di cui non sospettavi l’esistenza, o che semplicemente non ti eri mai curato di osservare.
E così tra un Philadelpia Light ed i biscotti, notai far capolino dal corridoio centrale, una ragazza sui trent'anni, carina, bella, più che bella.
L'ho guardata con la coda dell’occhio, alta più o meno quanto me, o forse poco meno, bruna, con un viso che aveva qualcosa di particolare, non so se fossero gli occhi, o il naso, o le labbra, ma era un viso davvero affascinante -notare la finezza, non ho parlato né delle sue abbondanti tette, né del suo tornito culo- -è una questione di sensibilità-.
Sorrideva e sembrava guardasse proprio me il che, naturalmente, non aveva senso, una così non mi avrebbe guardato neanche ai tempi d'oro pensai.
Peràltro quali fossero stati questi tempi d'oro non lo sapevo proprio, pensai immediatamente dopo.
Allora presi il cellulare e feci come per leggere un sms appena arrivato dandomi un tono come di chi ha una vita sociale tutt'altro che sciatta.
Girai nuovamente lo sguardo e lei era ancora li come ad aspettare che le arrivassi a debita distanza per dirmi qualcosa e con un sorriso ancora più evidente del precedente.
Questo mi procurò un piccolissimo disagio, piccolissimo eh, quanto un foruncolo tra le chiappe.
Feci finta di nulla e continuai allora nella mia ricerca del biscotto perfetto, per far ciò applicai una mia personalissima equazione che ha come fattori: prezzo per confezione, prezzo al chilo, kcal totali e per biscotto, quantità di proteine, di carboidrati, di grassi, di zuccheri, permeabilità al caffèlatte, coefficiente di spalmabilità alla nutella.
La stessa restituisce come risultato: Tarallucci del Mulino Bianco formato convenienza 700 gr. Sempre.
In questo modo passarono più o meno 5 minuti, presi i miei biscotti e la smisi di fare riflessioni idiote.
Lei, la ragazza dall'abbondante e tornito 'sguardo', nel frattempo sembrava essere sparita.
Sembrava, appunto, perché poco prima del banco salumi me la trovai davanti senza che potessi fare nulla per evitarlo:
RdAT&dTC  - "Ciao, posso darti un bacio?"
helados - "bacio? a me? ehmm... dove sta' il trucco?"
RdAT&dTC  - "Nessun trucco volevo darti solamente un bacio"
helados - "Ma mi prendi in giro ?! ah... è una candid vero?"
RdAT&dTC  - "Senti... prenditi 'sto bacio per favore e svegliati accidenti a te..."
Nel mentre mi poggia sul palmo della mano, bofonchiando qualcosa con diverse zeta, un Bacio Perugina.
Credo di aver perso l'uso della parola e di ogni altra attività cognitiva per almeno tre minuti, durante i quali la stima di me stesso raggiunse ed oltrepassò, nella sua discesa verso il sottosuolo, la mia auto posteggiata nei sotteranei.
Fortunatamente durò poco, il tempo di vedere una simpatica vecchina passare nei pressi della PeruginaGirl e del suo banchetto e di sentire la stessa pronunziare:
"Buongiorno, posso offrirle un cioccolattino?"
Sorrisi,ripensandoci, mentre prendevo un "Pojo di Lupo" del 2006...
"Svegliati! A me!... tsé!"

ps. farovvi sapere a breve la frase contenuta nell'argentato incarto, ché lo so... fremete dalla curiosità"
Sottoscritto da helados alle 18:30 |commenti (6)

''GiUovinezza''

Pensato, ma non troppo... giovedì, 17 settembre 2009 in: semiserio
helados ha una certa età ma si sente tanto giuovine dentro e per questo si ostina a fare cose che non gli competerebbero come giuocare settimanalmente a calcetto -in porta-.
helados, data l'età, da qualche tempo comincia a vederci sempre meno, oddìo non del tutto, ma diciamo che da vicino è orbo come 'na talpa.
helados ha sì una certa età ma è ancora dotato di ottima memoria.
helados, sentendosi ancora tanto giuovine dentro, ogni tanto usa moderni mezzi tecnologici, come gli sms, per comunicare.
helados da qualche tempo, forse per la sua età, ha iniziato a collezionare delle simpaticissime 'figure di 'emme'.
helados vedendoci sempre meno ma essendo dotato di ottima memoria e sentendosi ancora tanto giuovine dentro, alla fine della partita del mercoledì usa inviare delle brevi info durante il tragitto in auto dal campetto a casa.
helados digita quindi a memoria, ovvero alla cieca, sul suo eclettico cellulare la seguente frase e clicca su invia:

Info: avevo male alla mano ma ho tenuto ed alla fine non ho perso

L'eclettico -et bastardo-, arbitrariamente, restituisce:

Godo: avevo male alla mano ma ho venuto ed alla fine mmm ho sesso

(ttìnove dimmerda)

p.s. helados, essendo da vicino orbo come 'na talpa, scambia pure il destinatario, 'la' quale prontamente gli risponde: "complimenti vivissimi".
Sottoscritto da helados alle 15:14 |commenti (31)

≈ Pensandoci ≈

Pensato, ma non troppo... venerdì, 11 settembre 2009 in: lei , giorni particolari


[Rachael Yamagata - Horizon]

[Non dormo, e 'ci' penso]
Ti ho detto, anzi no, non ti ho detto che non capivo.
Che non riuscivo a comprendere questo risentimento mascherato da compassione.
Se lo avessi saputo o se lo avessi soltanto immaginato, non ti avrei detto quanto male mi faceva.
Non te l'ho detto perché in fondo non mi ascolti più.
Non ci sono più parole, non ci sono più argomenti.
Eppure avrei potuto dirti di tutti quei momenti che mi hanno reso felice.
Come allungare un braccio la notte per sfiorarti il fianco o le risate sulla spiaggia di EsseElle.
Come le patatine -un po' stantìe a dire il vero- offerte ai due turisti francofoni in Corso Umberto ed i 'cambio passo' al lungomare di Essechenti o ancora le colazioni interculturali al b&b di TiEffe.
Certo che ne abbiamo fatte di cose, eh?
Compreso il tempo perso a litigare, a credere di doverci dire tutto, di dover spiegare razionalmente ogni cosa.
Ed alla fatica della lite seguiva quella della discussione, del ragionamento, del calcolo quasi matematico dei torti e delle ragioni.
Un piccolo tribunale improvvisato nel quale ci processavamo a vicenda, condannandoci poi -questo sì- a restare insieme.
Sì perché poi ci piaceva fare pace.
Sciogliere in un abbraccio quel groppo di rancore fermo a metà strada tra lo stomaco ed il plesso solare -plesso solare fa un po' ridere, lo so, ma era da un sacco che volevo scriverlo-
Lasciare libero sfogo alle lacrime, prima trattenute dalla rabbia, e stringerci in un abbraccio fino a quasi farci male.
Una piccola rivincita sulla cattiveria delle nostre reazioni.
Fino a quando: niente più spiegazioni, niente più parole pesate, niente torto e ragione, né accusa e difesa.
A un bivio, ecco dove alla fine siamo arrivati.
La possibilità di continuare insieme sulla nostra strada senza più ragioni logiche o quella di dividerci con l'ottima scusa dell'incomprensione, dell'incapacità di dare una spiegazione a questo scagliarsi l'uno contro l'altra.
E lì, da qualche parte lungo quella strada, ti ho vista sulla linea dell'orizzonte... e ti ho persa.

On a Clear Day

Non te l'ho detto, ma proprio allora ho capito che: "mh mh_mh"
.
Sottoscritto da helados alle 02:00 |commenti (28)

≈ InconsciaMente ≈

Pensato, ma non troppo... mercoledì, 09 settembre 2009 in: lei , morale, provoc-azioni


[Carmen Consoli - Anello Mancante]

Siete mai stati travolti da un treno in corsa?
Beh, nemmeno io in effetti.
Però ho conosciuto lei e adesso ne subisco qualche conseguenza.
Ma non è di questo che volevo parlare.
Infatti credo proprio che nel mio rapporto con questo blog ci sia qualcosa che non funziona tanto a dovere.
Più che altro, oggi mi sono reso conto che non mi è ancora entrato nel cervello il concetto che le cose che io scrivo qui, appuntandole come in un moleskine, magari poi vengono lette da qualcuno.
E che, poi, questo qualcuno potrebbe commettere l'errore di prenderle sul serio, e, magari, pensarci sopra un attimo troppo sprecando il suo tempo ad interrogarsi sul loro significato e le loro implicazioni.
Insomma, oggi mi sono detto che bisognerebbe pensarci sopra un attimo prima di scrivere certe cose.
Perché scrivere non è affatto come parlare, -per quanto io sia biologicamente inadatto anche alle conversazioni. Parlare è proprio una cosa che non imparerò mai a fare decentemente- scrivere è un casino di compromessi e interpretazioni e ipotesi.
Scrivere è fissare le cose in un modo che non è mai quello giusto.
E va a finire che questo qualcuno creda a tutto questo casino di compromessi e insoddisfazioni, mentre non ne vale proprio la pena.
Dovrei stare un po' più attento alle persone, agli amichi soprattutto.
E, prima di dire cose, accertarmi che il cervello sia connesso ed in buono stato neurovegetativo.
Questo non vuol dire censurarmi, vuol dire solo rendermi conto che al mondo, oltre a me, c'è pure altra gente che certe cose -magari- proprio non se le meriterebbe.

Buongiorno a tutti voi che ogni tanto finite da queste parti.
Abbiate pazienza se potete, prima o poi -mi- passa.
Sicuro!

Sottoscritto da helados alle 09:09 |commenti (15)