≈ Legàmi ≈

Pensato, ma non troppo... lunedì, 30 marzo 2009 in: provoc-azioni


Nel momento in cui vi capiterà (perché vi capiterà, state certi) di intraprendere una relazione con una vostra/o lettrice/lettore sappiate a cosa -verosimilmente- andrete incontro.  

- Lei/Lui leggerà tutti i vostri scritti antecedenti, fino a giungere ai post che avete scritto nei momenti di maggiore sconforto.
Tali pezzi si dividono solitamente in due categorie:
a) quelli che avete scritto per mancanza di idee, ovvero quei disgustosi post per i quali ancora oggi vi chiedete chi sia quell'entità ectoplasmatica che ogni tanto prende a cuore i vostri neuroni.
b) quelli che avete scritto per mancanza di..."materia prima"(non fatemi essere volgare), ovvero quelle pallosità sentimentali in cui sarà tutto un pullulare di romanticherie che nemmeno nei peggiori Harmony.
Di tutti questi post sarete tenuti a dare plausibili spiegazioni.

- Lei/Lui avrà una perfetta visione circa la vostra vita dal momento della creazione del blog ad oggi, cosa che vi si ritorcerà contro alla prima minchiata che improvviserete giusto per fare il figo.
Lei: Questo pezzo dei Negramaro è bellissimo.
Helados: Bravi! Adoro i Negramaro!
Lei: Non è vero. Il 12 aprile 2004 scrivesti un post nel quale, alla riga dodici, dicevi di quanto non ti piacessero i Negramaro. Lo ricordo perfettamente.
Helados: Ma…
Lei: E il 14 settembre 2005 ne scrivesti un altro nel quale, alla riga sette, dicevi di aver distrutto un loro cd senza nessun rimorso. Sei un insensibile.

- Lei/Lui si renderà conto subito di come siete in realtà diversi da ciò che traspare dal blog. Vi sentirete in colpa e, nel tentativo di recuperare, aggraverete irreversibilmente la situazione:
Helados: In realtà amo i Negramaro…
Lei: Ma sul blog avevi scritto che li odiavi..
Helados: Era quello che provavo a quei tempi.
Lei: Sei diverso…
Helados: In effetti è vero, un po' li odio tutt’ora.
Lei: Ti preferivo prima.
Helados: Che poi, a pensarci, non li odio poi così tanto.
Lei: Dal blog non ti facevo così volubile.
Helados: …
Lei: …
Helados: I Negramaro mi sono indifferenti.
 
- Lei/Lui leggerà attentamente ogni post che scriverete, sintetizzando tramite comode stellette di gradimento apposte sul calendario di casa o nel segretissimo moleskine un giudizio sugli stessi.

- Lei/Lui terrà d’occhio chi ha frequentato, frequenta, frequenterà, frequenterebbe, potrebbe frequentare, il tuo blog, sollevando dubbi e sospetti circa l'integrità morale vostra e altrui. 
- Lei/Lui, però, sarà anche il vostro più accanito sostenitore, difendendovi ed inveendo contro i vostri oppositori e convincendo, amici parenti e affini, a linkarvi. 
- E poi, nell'immaginario collettivo, un compagno/a conosciuto tramite blog è visto unanimamente come cosa spregevole, o per lo meno pietosa.
Nel momento in cui, alla domanda
"come hai conosciuto ****** ?" risponderete "tramite blog", sul viso del vostro interlocutore scenderà una maschera di raccapriccio e profonda pena per la vostra persona.
Vi consiglio di prepararvi anzitempo una storia credibile o, in subordine, rispondere come segue piuttosto che
"tramite blog":
a) ad una messa nera
b) all’anonima alcolisti
c) mentre facevo a pezzi una vecchietta
d) in una comunità di recupero
e) in una sala del Regno di Geova
f) alla sagra del rutto di Fusignano
g) in un cinema porno
h) mentre spacciavamo al parco

Oh, io vi ho avvertiti, intanto vado a prepararmi, ché stasera sono a cena con FragolosaCiliegiosa78.

[Nella foto Helados in tipica mise serale]
Sottoscritto da helados alle 16:00 |commenti (51)

≈ Sens[z]_Azioni ≈

Pensato, ma non troppo... sabato, 28 marzo 2009 in: lei , morale
(Un palloncino. Sì un palloncino. Un palloncino che cerchi di non perdere tenendolo stretto con tutta la forza che hai ma consapevole del fatto che è legato ad un filo troppo sottile...)


[Troppo]

Sottoscritto da helados alle 23:30 |commenti (6)

≈ [T] Ri_Cicli ≈

Pensato, ma non troppo... venerdì, 27 marzo 2009 in: lei , morale, -s-copia e incolla
[Che ognuno ci ha i suoi]



E' un periodo nel quale mi trovo sempre a sbagliare in qualcosa solo perché sono me stesso.
Ma quello che mi angustia è come la valutazione altrui di questo essere me stesso cambi così, dall’oggi al domani.
E quindi dopo essere stato diverse volte lusingato, repentinamente e senza nessuna apparente ragionevolezza, una volta sono falso, un'altra permaloso, un'altra cinico o ancora presuntuoso, arrogante, violento, incalzante, puntiglioso, freddo, pesante. (pesante pesante pesante)
Mi viene facile pensare che magari il panico ogni tanto prende il sopravvento e che certe cose non le si pensano realmente, ma il non sopportare l'idea del distacco fisico ci fa stare talmente male che si deve tirar su un muro e sbatterci contro di faccia  per auto-convincersi che non c'è soluzione alla lontananza
E non dico questo per fare il saggio della situazione, l'uomo vissuto o quant'altro, per questo c’è già chi si fa carico di surrogati fraternalismi, dall’alto della sua esperienza da telefilm, ostentando un intelletto non all’altezza della sua posizione.
Tra l'altro mi ero pure preso l’autonomia di anticipare certe realtà proprio perché le avevo vissute sulla mia pelle, perché anche io ne avevo patito in passato, a dire il vero continuo a soffrirne, solamente che adesso ho imparato a gestirle in maniera diversa.
Ma forse è questa mia serenità simulata a trarre in inganno.


...forse !!

[Questa è parte di un mio post di qualche tempo fa...]
Sottoscritto da helados alle 15:24 |commenti (6)

≈ Con_Fusione ≈

Pensato, ma non troppo... mercoledì, 25 marzo 2009 in: lei , morale


Da qualche tempo a questa parte non so più niente .
O meglio, credo di sapere ma non so.
Non che sia una vera novità, in effetti potrebbe considerarsi normale, ma sembra che abbia perso anche le ultime, residue, certezze.
Ed questo probabilmente a rendermi più naturale sbagliare.
Oh, e mica lo so perchè, so cosa sento, ma non so più chi ho attorno.
Come tanti file dallo stesso nome dei quali non sai quale sia la versione giusta.
Davvero.
  

[Se volevate spiazzarmi avete fatto centro.]

Sottoscritto da helados alle 12:00 |commenti (8)

≈ InCantautore ≈

Pensato, ma non troppo... domenica, 22 marzo 2009 in: musica, ad occhi aperti, giorni particolari
"Le emozioni sono il fine dell'arte. E le canzoni devono riuscire a smuovere tutti i 56 muscoli che compongono quell'unico muscolo chiamato cuore. Ecco perchè sono contro gli stili che le emozioni finiscono per ingabbiare."
Vinicio Capossela


[ TA DA ]

Quelli di Vinicio Capossela non sono dei semplici concerti, vi è sempre qualcosa di magico ed unico nei suoi spettacoli.
Ma in questo suo ultimo credo si vada ben oltre.
La magia inizia già da fuori il teatro con giocolieri e mangiafuoco che intrattengono gli incuriositi presenti.
All'interno, quando si spengono le luci, il mago sui trampoli, tra il pubblico, annuncia con un megafono l’inizio del concerto.
Si apre il sipario, sopra il palco si illumina una scritta stile lunapark : "SOLO SHOW"
Il concerto è diviso in due parti, la prima, dedicata quasi interamente all'ultimo lavoro "Da Solo", dalle atmosfere buie e fumose va avanti piano e senza grossi sussulti nonostante cambi di cappello, look, sonorità quasi per ogni pezzo.
Dopo un intervallo a sipario aperto per l'esibizione del mago Wonder e la sua aiutante, inizia, annunciata da una sirena, la seconda parte, il vero e proprio Show.
Luci calde colorano il palco evidenziando una scenografia che ricorda il circo di fine 800, bizzarro, ironico, sentimentale, a volte cinico, indubbiamente folle, Vinicio si fa ingabbiare da quello che da lui il pubblico si aspetta, ossia l'interpretazione dei pezzi forti del suo repertorio, brani a lui venuti ormai a noia vengono eseguiti dall'interno di una gabbia illuminata, appunto.
I toni si fanno sempre più trionfanti, onirici, tra metafore, metamorfosi, deformazioni, mitologia, le atmosfere sempre più da luna park, mostri-pupazzi e mostri veri (i componenti la band seppur bravissimi sono brutti proprio) si esibiscono in surreali esibizioni come la “human pignata” (il mago Wonder che, appeso a testa in giù, viene bastonato come una pentolaccia mentre prova a liberarsi dalla "pazzo jacket", una sorta di Houdiniana camicia di forza).
C’è il rischio di confusione e disorientamento ma di certo lo stupore e le emozioni non mancano.
Dopo un viaggio di oltre due ore in quel mondo fantastico e mentre tutti in piedi si salta e applaude quasi rapiti in uno stato ipnotico di travolgente commozione, Vinicio si congeda salutandoci con un nostrano:
"E si ficiru i ficu"
Sottoscritto da helados alle 10:10 |commenti (11)

[ f o u r t y o n e ]

Pensato, ma non troppo... venerdì, 20 marzo 2009 in: giorni particolari


[ H B 2 me ]

Sottoscritto da helados alle 08:30 |commenti (8)

§ Irrit_Azioni §

Pensato, ma non troppo... mercoledì, 18 marzo 2009 in: domande, semiserio, movie moments, categorizzando

 

Io gli attori come F*arra & P*one a volte non li sopporto.
Troppo siciliani.
No, non sono di Bressanone o della Val Brembana, sono proprio un loro conterraneo. 
Quello che mi irrita è che in tutti i loro film -o sketch-, tutto sommato divertenti poi, fanno trasparire quello che in fondo il siciliano -completamente- non è.
Luoghi comuni e stereotipi a non finire.
Ma siamo davvero 'solo' così noi abitanti di una delle terre più belle -e controverse- del mondo?
Siamo solamente "nati stanchi", truffaldini, saltafossi, ignoranti, imbroglioni e chi più ne ha più ne metta ?
Che poi il "fenomeno" non riguarda solo loro ma anche diversi altri lavori fatti da registi ed autori di "casa nostra" che cadono nello stesso tipo di atteggiamento, ricalcando stereotipi troppo spesso abusati.
Quello che mi chiedo è: perché non siamo in grado di esaltare le nostre vere qualità?
Perchè non siamo in grado di far capire a chi ci vede che non siamo solo coppole, arance, cannoli e mare?
Perchè, minchia ?!

Cioè... siamo -anche- gente di cuore in fondo, no ?!
Sottoscritto da helados alle 10:35 |commenti (19)