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Pensato, ma non troppo... mercoledì, 30 luglio 2008 in: memories, lei , ad occhi aperti, felicità, morale, giorni particolari

" scusa ma non posso fermarmi ..."


Spero che anche tu, come me, ti sia resa conto di quanto ridicola ed assurda sia questa situazione.
Di quanto ridicola ed assurda sia -a volte- la vita.
Bastava che ti fossi fermata un attimo ed avrei potuto parlarti, per esempio, del libro che stavo in quel momento leggendo e di come lo avevo avuto.
Ecco sì, probabilmente ti avrei parlato degli ultimi due venerdì.
Del primo, quello con i cuoricini -che dopo aver atteso che tu finissi di ridere ti avrei spiegato dove stavano i cuoricini-. Quello con la degustazione di vino, formaggi e salumi, seduti al fresco tra piemontesi e liquorosi da dessert. Del giro alla ricerca di elettricità. Lo stesso della foto -impolverata- ai cocktails, della borsa ad uovo. Quello  delle chiacchiere da cortile, della reciproca stanchezza-non-stanchezza. Insomma, di quello lì.
E poi del secondo, quello in cui ho dovuto ignorare che c'eri e darti le spalle. Quello che -nel caso in cui ti fossi accorta- la scusa sarebbe stata: un granello di sabbia o il sale che brucia. Quello del puntuale alle 22:00, del "come stai -particolarmente- bene questa sera!". Della cena in un posto così [ clicca >>qui<< ], dove mancavano la polpa di ricci ed il 'greco di tufo' ma avrebbero potuto servirmi chiodi e kerosene e -giuro- non mi sarei accorto. Dove la musica -improvvisamente- è parsa prendersi gioco di noi e le 'coincidenze' presenti persino nel conto. Dove la passeggiata sottobraccio "in the city" mi ha fatto sentire come Battisti in "Perché no" -o come all'uscita dal museo, che poi mi sentivo Battisti anche li-. Quello della conversazione alla cassa e della dedica -narrata- sul libro.
Vedi, ti avrei pure detto che quel libro non posso passartelo -è un dono- ma ho intenzione di prendere -per te- una copia.
Inoltre ti avrei chiesto se era questo quello che -hai detto- mi si leggeva negli occhi.
E avrei
infine concluso parlandoti di 'paure' e strane sensazioni e del fatto che la vita è sì assurda e ridicola ma poi quando ti si presentano -inaspettati- di questi contesti ti rendi conto che -volendo- molte cose si compensano.

Volevo dirtelo ma -a quel punto- c'era solo l'impronta dei tuoi passi.

[A Te, invece, bentornata!]



Sottoscritto da helados alle 10:30 |commenti (27)