♦ sorry ♦

Pensato, ma non troppo... domenica, 30 marzo 2008 in: ad occhi aperti, morale, giorni particolari
E avrei voluto scrivere di qualcosa.
Di fantasie che diventano idee, di idee che si trasformano in desideri, di desideri che mutano in inviti, di inviti che volgono in progetti.
E viaggi.
Ma non ci riesco.
E mi dispiace.
Ché i pensieri corrono veloci, s'accavallano, s'intrecciano.
Privi di ogni criterio li lascio fare.
E non va bene.
Quindi.
Per questa volta passo la mano, mi metto comodo e provo a riposare.
Magari recupero quell'ora di sogni, d'oro per auspicio, che legalmente m'hanno sottratto.
E nel frattempo prendo nota.



E poi, chissà.
[cit.]
Sottoscritto da helados alle 09:11 |commenti (17)

~ perfect ~

Pensato, ma non troppo... mercoledì, 26 marzo 2008 in: memories, ad occhi aperti, giorni particolari
Penso che tutti, di tanto in tanto, viviamo un istante perfetto, una di quelle esperienze talmente appaganti che a volte ci disorientano.
In circostanze simili non è insolito socchiudere gli occhi, re(so)spirare profondamente e riaprirli piano per rendersi conto che - sì - è veramente accaduto e sei stato tu ad averlo vissuto.
Sono attimi, della più svariata natura, da sottolineare nelle pagine dei ricordi.
Come: il coro gospel in una chiesa di Harlem; visitare un museo tenendosi sottobraccio; scrutare il panorama dall'edificio più alto del mondo; sentirsi chiamare, per la prima volta, con un verso bisillabe; la marcia trionfale dell'Aida all'arena di Verona; essere uno degli ottantamila urli nella semifinale di champions ... e così via.
Momenti che non capitano spesso ma è proprio per la loro 'eccezione' che vengono ritenuti così tanto preziosi.
Io li considero come
frammenti disseminati nell'arco di una vita, se si potessero raccogliere e mettere insieme si otterrebbe un'ora perfetta e, forse, persino un giorno perfetto.
Ma se adesso potessi scegliere il mio prossimo, sia esso un istante, un minuto od un giorno, non sarei in grado di dire come dove e quando vorrei che accadesse.

Con certezza
saprei dire però chi vorrei con me.


Sottoscritto da helados alle 13:28 |commenti (18)

[ *anta ]

Pensato, ma non troppo... giovedì, 20 marzo 2008 in: giorni particolari
Nonostante tutto

{e alcuni}
Sottoscritto da helados alle 02:00 |commenti (12)

« Compleation »

Pensato, ma non troppo... lunedì, 17 marzo 2008 in: musica, semiserio, giorni particolari
[Le emozioni sono il fine dell'arte. E le canzoni devono riuscire a smuovere tutti i 56 muscoli che compongono quell'unico muscolo chiamato cuore. Ecco perché sono contro gli stili che le emozioni finiscono per ingabbiare. Meglio essere onnivori in fatto di musica. ≈ Vinicio Capossela ≈]

Questa  citazione di Vinicio è quello che più si avvicina al mio modo di intendere, da qualche tempo, la musica.
Quello che ascolto adesso, in parte raffigurato nella colonna menù, è il risultato di lezioni PriVaTe, di chiacchier
e pomeridiane, di playlist copiate in giro per blog.
E mi piace.
Talmente che m'è balenata l'idea di farmi regalare da voi una serie di brani così da creare una Compilation per il mio imminentissimo Compleanno, una °Compleation° appunto.
Quindi tutti coloro ne avessero il piacere possono liberamente segnalarmi uno o più brani di proprio gradimento ed a libera scelta.
Sì lo so, sono sfacciato ma in fondo ci vuole poco e naturalmente non si è obbligati a farlo.
Per questo ringrazio da subito coloro che si presteranno all'idea ma anche chi, in assoluta libertà, ritiene di non doverlo fare(Stronzi).

≈ Per chi volesse ascoltarla ≈


Sottoscritto da helados alle 22:12 |commenti (15)

Fan(tastici)

Pensato, ma non troppo... domenica, 16 marzo 2008 in: memories, musica, giorni particolari
Spesso si associa la parola fan alle ragazzine isteriche, urlanti & in lacrime già se vedono il mignolo destro del loro beniamino apparire da una finestra al ventottesimo piano di un hotel qualsiasi.
Si può credere che una fan sia una persona che piazza il suo idolo su un piedistallo e che pensi qualsiasi cosa esso faccia sia la cosa giusta.
Magari è lei stessa a fartelo credere quando, scherzosamente ma anche no, te ne parla un discorso su due, quando con garbo ti annuncia la sua perfomance televisiva e con lo stesso garbo ti chiede di spendere 5 minuti del tuo tempo per guardarlo, quando ti dice che è appena uscito il suo cd e che sarebbe carino che tu lo comprassi, quando alla tua faccia di bronzo che le dice che potrebbe regalartelo per il tuo compleanno lei risponde che le farebbe piacere tu venissi alla presentazione dello stesso presso lo store della sua città.
Allora ti ritrovi puntuale, nel luogo stabilito senza averle dato neanche la certezza che ci fossi stato.
C'è già diversa gente, un bel gruppetto piuttosto ordinato, immagini lei sia sicuramente in 'prima fila' ed è verso quella direzione che inizi a cercarla sperando di riconoscerla.
Ed è proprio li che difatti la trovi, le fai un cenno sventolando il cellulare e lei ti risponde con un sorriso non tanto convinto.
Certo se avesse letto l'sms che diceva che eri 'presente' probabilmente sarebbe stata più sicura, ma il cellulare, giustamente, era spento per non interferire.
Ti metti in un angolo accanto il banco della cassa per non distrarla, tu in mezzo a loro saresti 'contorno', ti sta bene così e poi da quel punto osservi tutto e tutti e ti rendi conto di cosa vuol dire essere veramente una fan.
Perché è vero che esserlo significa supportare il proprio idolo, comprare i suoi cd, seguirlo in tour, iscriversi al suo forum, condividere la propria passione per lui con altre persone, fondare un gruppo con membri in tutta italia e così via, ma significa anche tanto altro.
Per esempio una vera fan si preoccupa per lui, spera che le domande lo mettano a suo agio, che possa rispondere serenamente e incrocia le dita affinchè tutto vada per il meglio, poi si augura che sia del giusto umore, perchè sa che è stanco, lo percepisce dalle espressioni, dai movimenti, da tutte quelle sfumature che la gente normale non noterebbe neanche.
Tira un sospiro di sollievo quando l'incontro prende la giusta piega, l'intervistatrice è spigliata, coinvolgente, un po' fan pure lei quindi conduce con molta delicatezza, senza mai eccedere, richiede, seguendo un filo logico, brani che lui si presta ad eseguire con la  professionalità che gli si addice guadagnandosi i dovuti applausi.
Lei è sempre li che lo supporta con la sua presenza silenziosa, con il labiale che gli anticipa le strofe, con le sue espressioni rassicuranti, se fosse per lei gli eviterebbe quella fatica, quel disturbo, fosse per lei lo adagerebbe su un letto di ovatta e gli rimboccherebbe le coperte.

Se avesse i super poteri immobilizzerebbe con uno sguardo, paralizzandola, la signora accanto che si agita scomposta, con un gesto della mano incenerirebbe tutti i cellulari e fotocamere che click-click lo stanno immortaldisturbando e con uno schiocco delle dita renderebbe temporaneamente afona la ragazzina che, salita sul palco ricavato nell'ammezzato, si lascia andare ad uno sproloquio del tipo : "ciao tu per me sei il numero uno che io ci ho tutti i tuoi ciddì perché ammè mi piaciono le tue canzoni che io le ascolto da quando che sono piccola eppermmmè la meglio è '*****' ... me la canti? (baci&abbracci) grazie, sei il meglio, ciao".
Finisce la parte formale dell'incontro e mentre ancora la gente applaude lei è subito li a dimostrarti quello che già sapevi e cioè che non si era dimenticata di te ma solo che stava svolgendo il suo compito di supporter, che in realtà non è ancora finito, infatti dopo i saluti la prima cosa che ti chiede sono le tue impressioni, l'effetto che lui ti ha fatto, se ti è piaciuto.
Non fai in tempo a rispondere che, incurante del tuo imbarazzo, compra una copia del disco per regalartelo, poi vorrebbe fartelo autografare ma lei no, non può procurare cotanto disturbo a lui, anche se lui è li proprio per quello, però ci terrebbe che lo avessi e allora vai, ti metti in coda, aspetti paziente finché arriva il tuo momento.
Gli stringi la mano, fai i complimenti, porgi il cd dicendogli che è un regalo per il tuo compleanno, lui ti ascolta,  sorride, chiede il tuo nome, ti fa la dedica sulla cover, poi quando l'hai salutato e gli dai già le spalle ti dice "auguri" che tu quasi neanche ci fai caso se non fosse che, contemporaneamente, lei non avendo perso nemmeno un decimo di secondo di quel siparietto, ti dice "ti ha fatto gli auguri!"
Usciamo dallo store, facciamo un primo giro, ci si conosce meglio senza aver bisogno di tanti convenevoli, anzi l'impressione comune è proprio quella di come se ci si conoscesse da sempre, nel frattempo arriva qualche chiamata al cellulare, altre fan  che chiedono, s'informano.
E le domande non sono quelle che ti sembrerebbero più logiche e cioè "quale ha cantato?","è stato bravo?" etc. no, loro vedono la cosa da un'altra prospettiva loro si chiedono come stava, se era provato, imbarazzato, se la gente apprezzava, ad essi interessa che il loro pupillo sia uscito indenne dalla fatica e che lo stesso se la sia cavata egregiamente.
La serata continua poi,
dopo aver coinvolto la cugina, in maniera piuttosto piacevole tra locali, calici di rosso, concerti blues, passeggiate, strette di mano, chiacchierate e saluti.

Perché 'noi' siamo sì dei fans ma ci piace tanto divertirci ... e siamo pure belli va' !!
 
Con sincero affetto   
Hel -fan per una sera- ados



Sottoscritto da helados alle 22:40 |commenti (14)

[f.a.q.]

Pensato, ma non troppo... giovedì, 13 marzo 2008 in: domande
Avevo scritto un post parlando di quelle domande alle quali, secondo me,  non si può rispondere, così su due piedi, in maniera concreta.
Domande che generano altre domande, che hanno bisogno di altre risposte prima di giungere ad una, qualsiasi essa sia, conclusione.
Ne avevo prese due a caso:
- Sei felice?
- Sei innamorato/a?
Avevo scritto di come sia improbabile rispondere senza prima definire cos’è la felicità? in che modo la si misura? se si ci crede?
Ed anche, cosa si vuol dire con essere innamorato? come senti di esserlo? da cosa te ne accorgi? se provare amore per qualcuno significa necessariamente votarsi a questo qualcuno univocamente? se l’essere innamorato preclude una contemporaneità di sentimenti ?
Avevo detto sulla felicità che è una cosa soggettiva, che può durare un attimo, che è come se avesse la consistenza dello zucchero filato o la solidità di una bolla di sapone

Poi, dovendo trarre delle conclusioni sull’amore, mi sono bloccato.
Perché io ho un modo di amare tutto mio che non può far testo, perché è troppo condizionato dal vissuto, a onor del vero non saprei neanche dire se si tratti veramente d'amore o solo di una continua ricerca d'emozioni.
Emozioni che possono arrivarti così, inattese, anche da un balcone.


E allora niente.
D’amore lascio parlare altri.
Mi tengo le domande e mi regalo un tulipano.
[almeno per adesso]
Sottoscritto da helados alle 13:55 |commenti (23)

°smile°

Pensato, ma non troppo... martedì, 11 marzo 2008 in: memories, felicità, morale, giorni particolari
"Sai, stamattina mi sono svegliato con un velato sorriso stampato sulla faccia ... un po' da ebete ma carino ... e niente ... volevo dirtelo."

Capita di passare una serata a parlare, spensieratamente, di compleanni, vini, musica, dvd, panche&manubri, baci, regali, viaggi, concerti, cinema, libri, colonne sonore, foto, attori, agrumi, bellezza, amicizia, somiglianze, film e tanto altro.

Capita pure di avere un'anteprima, di correre a leggere e che mentre leggi ti si gonfiano gli occhi ma sorridi, perché leggi di 'gioia pura' e ti contagia e poi leggere ti riporta indietro di un anno quindi ri.sorridi perché allora tu vivesti la stessa identica cosa a parti invertite e gli occhi ti si gonfiano ancora di più ed il sorriso aumenta in proporzione.

E poi commenti, condividi, ti confronti.

Vai a dormire emotivamente soddisfatto e ti risvegli con la stessa identica sensazione.
Così tanto che ti viene voglia di condividerla nuovamente.

E allora i sorrisi diventano risate e le risate deliri, ed è bello così.

Sono piccole cose ma che forse dovremmo imparare ad apprezzare maggiormente, come di non accontentarci mai ma nello stesso tempo di farcele bastare.

Perché, secondo me, se sorridiamo un po' di più siamo tutti un po' 'migliori'.

Ecco.


Sottoscritto da helados alle 12:10 |commenti (11)

[Lei]

Pensato, ma non troppo... lunedì, 10 marzo 2008 in: morale, giorni particolari
arriva
improvvisa
non disattesa

prende corpo
tra le crepe della mia debolezza
e vi si insinua,

affilata e felina

per un lasso (in)certo
destabilizza
rendendomi inerme

poi recede
eclissandosi
fino al prossimo impeto

avverto
sento
subisco
soffro

così
Sottoscritto da helados alle 12:30 |commenti (11)