Di "Genius" in "Genio"

Pensato, ma non troppo... giovedì, 31 gennaio 2008 in: semiserio

Ore 9:30 Ufficio 

Collega al telefono: Ciao, forse tu mi puoi aiutare, sono disperato, cercavo un programmino dove inserire tutti i numeri telefonici, indirizzi ed appuntamenti.
Io: Ma per il PC dici ?
C.a.t.: Si certo, e dove se no ?!
Io: E che ne so… comunque usa Outlook scusa, è già installato !
C.a.t.: No perché vorrei qualcosa da mettere nella Pendrive così da averla sempre a portata di mano …. tu avevi qualcosa di simile se ricordo ?!
Io: Io ?! no guarda, è impossibile … mai avuta roba così … non mi serve !! … ma perché non cerchi su internet, ne trovi centinaia programmini di quel tipo cercando su Google
C.a.t.: Sì lo so ! Lo sto già facendo da un pezzo ma non riesco a trovare niente.
Io: Aspè, provo io … [ 2 sec. dopo] … ma come non trovi niente ?!? … è pieno di software !
C.a.t.: Come pieno ?! … ma che chiave di ricerca hai messo ???
Io: Software Agenda ”  … che dovevo mettere ?!
C.a.t.: Già vero !! Grazie mille, sei un genio!

 

 (fine conversazione)

 

Ora, caro collega, inizialmente ho avuto la tentazione di chiamarti perchè ero curioso di conoscere che razza di roba digitavi su google visto che non riuscivi a trovare nulla e, contemporaneamente, informarti che è molto più probabile che sia tu ad essere un "imbecille" piuttosto che io un "genio".
Poi invece ho pensato di scriverci un post, così, da ora in poi, digitando Software Agendapotrebbe esserci la possibilità che tu sia riportato a questa pagina, che ti ci riconosca e che lo capisca da solo.
Ma già lo so che invece richiameresti per dirmi che, chissà dove, un'altra coppia di colleghi ha vissuto la stessa nostra "esperienza".
Che poi, a pensarci, non sarebbe nemmeno tanto strano!
Pare infatti che, oggigiorno, la "genialità" sia una cosa piuttosto diffusa !
Sottoscritto da helados alle 10:55 |commenti (2)

The "Genius"

Pensato, ma non troppo... martedì, 29 gennaio 2008 in: musica, parole in prestito, semiserio

Lunghe passeggiate notturne …. ecco che cos’è che rasserena l’anima.
Camminare … sbirciare ....  dietro i vetri delle case scorgere stanche donne di casa che cercano di tenere a bada i mariti imbestiati dalla birra.
Passare oltre …. parcheggiare la propria vecchia automobile e non possederne mai una con meno di dieci anni di età essendo amanti della revisione.
Entrare nel solito posto ….  il solito perché siamo invecchiati e siamo incapaci di cambiare bar.
Accasciare il capo sul petto dell’ultima avventrice pensando stancamente : “ma in fondo che cos’è l’amor?” … e trovare la risposta nella scritta del bagno … a pennarello … “L’AMORE  E’ CIECO” ….
Dio è amore  ….Ray Charles è cieco …. quindi … Ray Charles è Dio .  [Vinicio Capossela]

Riflettevo oggi su questo bizzarro “teorema” espresso da Vinicio in una delle sue proverbiali introduzioni.
Non entro nel merito del paragone perché è ovvio quanto l’affermazione sia sovradimensionata, però come è certo che Ray Charles non è Dio è altrettanto certo che Ray Charles è (stato), musicalmente, un grande.

Quindi ...

Ladies & Gentlemen
mr. Ray Charles




E adesso sfido chiunque a riuscire a rimanere immobile!
(Io per fare gli stessi passi del "coretto" nel primo video metterei anche parrucca e paillettes ... per dire !)
Sottoscritto da helados alle 20:44 |commenti (3)

Aspettando A.

Pensato, ma non troppo... domenica, 27 gennaio 2008 in: semiserio
L’altra mattina mi chiama A. al telefono e mi chiede:
“Ma cos’è successo ??”
Io, che per gli arzigogoli mentali meriterei un premio, già immaginavo casa mia (chissà perché poi?) circondata da pattuglie di forze dell’ordine, reparti speciali pronti a fare irruzione, avanti e indietro di elicotteri, ambulanze, vigili del fuoco, forestale, guardiacoste, genio pontieri, accalappiacani, RIS, NAS, TUC, gendarmi a cavallo, centurioni, ringoboys, rambo zorro & pocahontas.
Poi rendendomi conto di stare, con ogni probabilità, esagerando ho timidamente chiesto:
“Cos’è successo cosa? dove?”
“Ieri volevo vedere il tuo “coso” (leggasi "blog", lo dico subito a scanso di equivoci) ho visto tutto azzurro ed ho letto quella frase … mi dici che è successo ?!”
ed io ancora più stupito
“ma di che parli, scusa ?!”
“ma sì, il tuo coso … come si chiama?! sito, blog … "parole pensate" ecco !!”
“ahhh … !!!”
Già, chi poteva aspettarselo ? … cioè , ad A. ho parlato diverse volte del blog così, a grandi linee, ma non ho mai realizzato il fatto che lei potesse trovarsi davvero un giorno a leggerlo.
Ovviamente, essendo io notoriamente un tipo fortunato, quand'è che si decide a farlo ?! proprio quando il blog è temporaneamente chiuso.
Che poi, adesso, sta cosa mi fa anche un po’ ridere, perché se già dice di non riconoscermi più da quello che a volte le racconto non immagino minimamente cosa possa pensare leggendo questi deliri.
Provo comunque un attimo a farle da guida in questo "mondo" per lei nuovo.
I blog molto vagamente devi considerarli come una sorta di diario, o comunque un proprio spazio, più o meno condiviso, dove scrivere ciò che ti pare.
Come ti accennavo l'altra volta le pagine di questo "diario" si chiamano in gergo "post".
In ogni post è poi consentito a tutti inserire un commento, molte volte i commenti sono più importanti del post stesso e comunque sono parte integrante di esso e ci sì può accedere cliccando sulla scritta "commenti" appunto.
Vabbè dai, mi rendo conto che forse ciò che sto scrivendo è ridicolo, quindi fai tu.
Il blog è qui, ma non provare a capirci necessariamente qualcosa perché, ti assicuro, a volte non ci capisco niente neanche io ... e con questo ti ho detto (quasi) tutto.
Ah, dimenticavo, il post dedicato a te è "*U* come Unico" poi sono degni di nota altri tre/quattro al massimo ma naturalmente, essendo io di parte, lascio a te l'onore/onere di trovarli.
... alla prossima !!

P.S.: E adesso non potrai dirmi di non averti avvisata.
Sottoscritto da helados alle 19:14 |commenti (2)

Pensato, ma non troppo... mercoledì, 23 gennaio 2008 in:

 [...]

Sottoscritto da helados alle 23:22 |

[CLICK!]

Pensato, ma non troppo... mercoledì, 23 gennaio 2008 in: memories, giorni particolari

 "Giusto Sfiorarci..."
Sottoscritto da helados alle 19:50 |commenti

I miei primi "5" anni

Pensato, ma non troppo... martedì, 22 gennaio 2008 in: semiserio

PREMESSA: Questo potrebbe essere il primo di 8 post "quinquennali" ma, ovviamente, mi guardo bene dallo scrivere anche i successivi risparmiandovi altre inutili, seppur reali, idiozie !

Sono nato un giorno di marzo nella nostra abitazione, che a quei tempi da noi si usava così, parto naturale un po’ travagliato, il primo commento di mia madre appena mi vede (che ogni scrarrafone è bello a mamma so') è :“ Mamma mia che brutto ! …. Buttatelo ! “
Questo per via del colorito “grigio topo” che avevo in quel momento ma molto più probabilmente per via della sua stanchezza. Mi danno il nome del Nonno paterno e tutto sommato non mi và neanche male. Sono anche il primo nipote dalla parte di Papà quindi “stracoccolato” caratteristica che manterrò negli anni poiché resterò l’unico nipote “maschio” (per chi non lo sapesse, siamo in Sicilia!). Molto vivace, tormento continuamente i capelli di mamma la quale per liberarsi da questa tortura pensa bene di comprarmi una bambola e la cosa sembra funzionare, sono sempre attaccato ai capelli della stessa e non me ne separo mai. Cammino trascinandola per casa per i capelli in perfetto stile cavernicolo, un giorno la appoggio sopra una stufa a petrolio e naturalmente con il calore si deforma    “DRAMMA”    la bambola diventa praticamente un mostriciattolo, tra l’altro i capelli sono stati i primi a sciogliersi, ma non riesco a farne a meno quindi piango perché la voglio ma non appena me la danno piango di più perché è in quello stato,  le provano tutte, provano a rifilarmi quella di mia cugina ma niente da fare, rivoglio la mia!(Capatosta già allora). Dopo 17 mesi di “beata” solitudine nasce mia sorella L. anche a lei danno il nome della nonna Paterna ma almeno hanno il buon senso di metterlo come secondo nome (L. G.)Prendo abbastanza bene la sua nascita specialmente per il fatto che mi “esiliano” dai nonni allontanandomi da mamma (povero me … senza mamma e senza bambola) infatti, dopo circa 6 mesi, dalla gioia, le pianto un termometro a mercurio in pieno petto e come risultato ottengo un ulteriore esilio dai nonni. La cosa è comunque abbastanza forzata, Papà e Mamma lavorano entrambi e non possono tenerci, in effetti anche Nonno e Nonna lavorano ma sono più autonomi quindi riescono a portarmi con loro In pratica inizio ad andare a scuola a 2 anni, la nonna infatti è Maestra (così come la Mamma) Nonno invece lavora in Pretura qualche volta vado anche da lui ed anche più volentieri, seguo tutte le udienze, scribacchio pigiando a caso i tasti della macchina da scrivere e soprattutto mi specializzo al “timbro”, un colpo piano al tampone un colpo forte al foglio … tum-TUM … tum-TUM
tum-TUM.
Adesso che "studio&lavoro" tormento nonno con centinaia di richieste (tutte esaudite) tra queste c’è quella di un acquario di pesci rossi. Una mattina ne troviamo uno che galleggia a pancia in su, è morto, molto probabilmente si è suicidato nella notte per evitare le mie torture giornaliere, la nonna lo prende e lo butta nella pattumiera. Questa cosa mi sconvolge non poco, che io sono di animo sensibile, dopo un po’ quando lei va un attimo dalla vicina dall’altra parte della strada, dato che non si è potuto dare una degna sepoltura al cadavere io ho la felice idea di cremarlo, inizio quindi ad accendere fiammiferi e buttarli sopra il povero pesciolino morto. Risultato ?!  la pattumiera prende fuoco, il fuoco comincia a fare fumo, il fumo inizia ad uscire dalla finestra, io vengo preso da una leggera sensazione di panico vado in un'altra finestra ed inizio ad urlare aiuto ma dopo qualche minuto decido di aprire la porta ed andare in strada. C’è già un po’ di gente che guarda in su verso la finestra dove una discreta nuvola di fumo nero e denso esce abbondante, quasi contemporaneamente la nonna esce terrorizzata dalla casa della vicina mi prende un attimo in braccio, mi affida ad essa e poi corre dentro casa a spegnere l’incendio. Alla fine si trattava solo della pattumiera che essendo di plastica ha fatto molto fumo, certo che se fosse passato un altro po’ di tempo la situazione sarebbe sicuramente peggiorata.
..... dimenticavo, non avevo ancora compiuto 3 anni.
Ho continuato a crescere più o meno in quelle condizioni, sballottato tra nonni paterni, materni e casa mia fino ad arrivare all’età scolastica, quella vera! In quel modo mamma riusciva a gestirci meglio, a scuola sono naturalmente più avvantaggiato rispetto agli altri. Quando vado in prima praticamente è come se fossi in quarta, però, naturalmente, vengo etichettato come “raccomandato” avendo mamma e nonna maestre nella stesso istituto. Dovrei pugnalare uno ad uno i miei compagni e dare fuoco alla scuola ma riesco a sopportare! .... un Santo !!
Sottoscritto da helados alle 23:36 |commenti (4)

(In)Certezza

Pensato, ma non troppo... domenica, 20 gennaio 2008 in: giorni particolari

L’avevo detto, volevo uscire.
Un uscita fatta bene dato che la settimana appena passata era stata piuttosto pesante e, per uscire bene, devo muovermi da dove sto. A dire il vero ciò succede spesso a prescindere dal tipo di settimana passata ma questa è un'altra storia [ndb]
Escludendo il "lato mare" e lasciandomelo alle spalle mi restavano tre direzioni.
Sinistra; Centro; Destra; scegliamo Centro, 100 Km, un oretta scarsa di strada, io e Pupa, la sorella piccola della mia commercialista.
Si parla del più e del meno o meglio, il più parlo io il meno lei, cerchiamo di distrarci dalla strada, da quella strada fatta tante volte, noi due pure troppe.
Arriviamo e posteggiamo al centro di Liotroland che mancano quindici alle diciannove, prima tappa un bar sulla via che va dalla montagna al mare, caffè.
Seconda tappa un tabacchi-ricevitoria, lei tenta la fortuna, io riscuoto, usciamo.
Chiamo il Locale, che di sabato conviene prenotare”, ottengo conferma, dopo di che rimango indeciso sull’opportunità o meno di informare una persona della mia presenza lì, me la gioco a testa o croce.
Faccio roteare in aria la moneta, la prendo al volo, esce Cavallo.
Ripeto la procedura, detto le regole, “Cavallo informo - 50 lascio stare” ri-esce Cavallo.
“Sono qui e …”
“Pure io ma …”

Un'altra coincidenza ma questa volta, beffardamente, divergeva.
Stiamo in giro fino a che ne mancano sempre quindici ma alle ventuno, recuperiamo la macchina dal parcheggio e ci avviamo verso ciò che per me(noi) è nuovo, ma ho fiducia in chi mi ha consigliato, il tragitto è breve e il posto facile da trovare, ci passiamo davanti cercando dove sostare, notiamo e troviamo posto poco più in la.
Arrivati davanti l’ingresso succede una cosa inaspettata.
Ammetto di non essere un gran fisionomista anzi sono proprio tutt’altro, ma mi sembra di riconoscere lo sguardo incrociato proprio mentre apro la portavetro per entrare.
Provo a mettere in relazione quella frazione di secondo con un immagine vista giorni addietro ma dalle dimensioni di un francobollo … eh sì, potrebbe essere ma anche no!”
Il locale si presenta bene, un primo spazio non molto grande, sedute basse in pelle, tavoli di vetro e acciaio, luci soffuse.
Procediamo avanti, lo spazio si restringe, tre tavolini addossati alla parete, persone consumano aperitivi, ci accoglie un collaboratore:
“Dovrebbe esserci un tavolo per due a mio nome”
“Sì certo, seguitemi
a vostra scelta uno dei due”

Il terzo spazio è di nuovo più ampio ma meno del primo, un ambiente piuttosto raccolto, pochi tavoli, ad occhio per 25/30 persone al massimo.
Pupa sceglie quello di sinistra, i posti sul tavolo quadrato sono apparecchiati in due lati opposti, nell'altro in due adiacenti.
Io sono seduto su un divanetto, rivolto verso il resto del locale.
Ci offrono del prosecco e subito dopo ordiniamo da mangiare, scelgo il vino, Syrah anche stavolta che si abbina perfettamente, di un etichetta che non avevo mai provato e che usa la denominazione più orientaleggiante di Shiraz.
Entra un gruppo, si accomodano nel tavolo più grande preparato per l'occasione, tra loro c'è anche la persona dell'ingresso, adesso metto in relazione sguardi, francobollo e messaggio ... "eh sì, potrebbero festeggiare un compleanno ma anche no!" ... boh ?!
L'incertezza permane per tutta la serata che, tra l'altro, procede piuttosto piacevolmente e ciò oltre che per la compagnia anche per il posto che è davvero molto bello in tutto il suo insieme.
Uscendo anche Pupa incrocia quello sguardo in modo insolito.
Ad ogni modo, domani, con ogni probabilità, potrei ringraziare "chi" mi ha consigliato e simultaneamente, fugare ogni dubbio.

Sottoscritto da helados alle 19:54 |commenti (6)

sea therapy

Pensato, ma non troppo... giovedì, 17 gennaio 2008 in: ad occhi aperti, morale
Il mare d' inverno, soprattutto subito dopo il passaggio di un temporale, è a mio parere uno spettacolo imperdibile.
Ed oggi era un giorno di quelli.
Così, stanco di Paracetamolo, Clorfenalmina maleato, Ossimetazolina cloridrato, Flubiprofene, Benzodiazepina, Levosulpiride, ma più di tutto quell’odiosissimo collare cervicale, mollo tutto e ben coperto prendo la macchina e vado.
Mi capita spesso di fare lunghe passeggiate al Porto, dapprima tra le barche, lì dove il mare è calmo, lo sciabordio leggero, poi continuo verso il molo, solitamente in quello di ponente, il più lungo ed esposto.
Percorrere quella stretta striscia di scogli e cemento mi distende, non lo so cos’è di preciso, riesco a sentirmi piccolo piccolo nei confronti di quella infinita maestosità ma nello stesso tempo protetto.
Guardarlo mi aiuta a riflettere, a pensare a me stesso, una sorta di autoanalisi ma piuttosto piacevole, se è agitato poi è ancora meglio, sto lì a fissare il suo moto caotico ed i pensieri si aggrovigliano come le onde.
E poi mi piace molto ascoltarne i rumori.
Da qualche parte ho letto che il rumore del mare sia il respiro stesso della terra ed io a volte sincronizzo il mio allo stesso ritmo delle onde …

"inspiro profondamente e mi saturo del suo indefinibile profumo"

(E adesso... portami al Mare, per favore !!)

Sottoscritto da helados alle 19:18 |commenti (9)