Pensato, ma non troppo... domenica, 20 gennaio 2008 in:
giorni particolari
L’avevo detto, volevo uscire.
Un uscita fatta bene dato che la settimana appena passata era stata piuttosto pesante e, per uscire bene, devo muovermi da dove sto. A dire il vero ciò succede spesso a prescindere dal tipo di settimana passata ma questa è un'altra storia [ndb]
Escludendo il "lato mare" e lasciandomelo alle spalle mi restavano tre direzioni.
Sinistra; Centro; Destra; scegliamo Centro, 100 Km, un oretta scarsa di strada, io e Pupa, la sorella piccola della mia commercialista.
Si parla del più e del meno o meglio, il più parlo io il meno lei, cerchiamo di distrarci dalla strada, da quella strada fatta tante volte, noi due pure troppe.
Arriviamo e posteggiamo al centro di Liotroland che mancano quindici alle diciannove, prima tappa un bar sulla via che va dalla montagna al mare, caffè.
Seconda tappa un tabacchi-ricevitoria, lei tenta la fortuna, io riscuoto, usciamo.
Chiamo il Locale, che “di sabato conviene prenotare”, ottengo conferma, dopo di che rimango indeciso sull’opportunità o meno di informare una persona della mia presenza lì, me la gioco a testa o croce.
Faccio roteare in aria la moneta, la prendo al volo, esce Cavallo.
Ripeto la procedura, detto le regole, “Cavallo informo - 50 lascio stare” ri-esce Cavallo.
“Sono qui e …”
“Pure io ma …”
Un'altra coincidenza ma questa volta, beffardamente, divergeva.
Stiamo in giro fino a che ne mancano sempre quindici ma alle ventuno, recuperiamo la macchina dal parcheggio e ci avviamo verso ciò che per me(noi) è nuovo, ma ho fiducia in chi mi ha consigliato, il tragitto è breve e il posto facile da trovare, ci passiamo davanti cercando dove sostare, notiamo e troviamo posto poco più in la.
Arrivati davanti l’ingresso succede una cosa inaspettata.
Ammetto di non essere un gran fisionomista anzi sono proprio tutt’altro, ma mi sembra di riconoscere lo sguardo incrociato proprio mentre apro la portavetro per entrare.
Provo a mettere in relazione quella frazione di secondo con un immagine vista giorni addietro ma dalle dimensioni di un francobollo … “eh sì, potrebbe essere ma anche no!”
Il locale si presenta bene, un primo spazio non molto grande, sedute basse in pelle, tavoli di vetro e acciaio, luci soffuse.
Procediamo avanti, lo spazio si restringe, tre tavolini addossati alla parete, persone consumano aperitivi, ci accoglie un collaboratore:
“Dovrebbe esserci un tavolo per due a mio nome”
“Sì certo, seguitemi … a vostra scelta uno dei due”
Il terzo spazio è di nuovo più ampio ma meno del primo, un ambiente piuttosto raccolto, pochi tavoli, ad occhio per 25/30 persone al massimo.
Pupa sceglie quello di sinistra, i posti sul tavolo quadrato sono apparecchiati in due lati opposti, nell'altro in due adiacenti.
Io sono seduto su un divanetto, rivolto verso il resto del locale.
Ci offrono del prosecco e subito dopo ordiniamo da mangiare, scelgo il vino, Syrah anche stavolta che si abbina perfettamente, di un etichetta che non avevo mai provato e che usa la denominazione più orientaleggiante di Shiraz.
Entra un gruppo, si accomodano nel tavolo più grande preparato per l'occasione, tra loro c'è anche la persona dell'ingresso, adesso metto in relazione sguardi, francobollo e messaggio ... "eh sì, potrebbero festeggiare un compleanno ma anche no!" ... boh ?!
L'incertezza permane per tutta la serata che, tra l'altro, procede piuttosto piacevolmente e ciò oltre che per la compagnia anche per il posto che è davvero molto bello in tutto il suo insieme.
Uscendo anche Pupa incrocia quello sguardo in modo insolito.
Ad ogni modo, domani, con ogni probabilità, potrei ringraziare "chi" mi ha consigliato e simultaneamente, fugare ogni dubbio.