"Z" come Zenzero
Zenzero è il titolo di un film.
Nato per caso, dal nulla, quasi per gioco, forse frettolosamente, ma fortemente desiderato. Un film che non sta nelle sale, che non è mai andato in onda ne mai ci andrà, che non si può trovare negli scaffali delle videoteche e nemmeno nell’immenso mondo della rete, ma c’è. Zenzero è un film particolare, unico, oltre a vederlo e ascoltarlo puoi avvertirne i sapori, gli odori, puoi sfiorarlo, toccarlo e lui è lì a restituirti emozioni che nemmeno pensi di poter provare. E poi è tutto doppio, due interpreti, due registi, due sceneggiatori, due addetti al montaggio, due spettatori, diverse scene, diversi capitoli, alcuni da vedere, rivedere, altri da saltare con l’avanti veloce, e non ha un finale o forse c’è l’ha ma nessuno l’ha mai visto. Di qualcosa si può trovare traccia, tra le righe, più o meno velatamente per ragioni di circostanza, qualche altra provo a descriverla perché me lo devo, perché è troppo grande da tenere tutta per me, perché non ho potuto mai raccontarla a nessuno e invece avrei voluto.I primi due capitoli narrano di scambi di email, di telefonate, di progetti, proposte, paure, incertezze. Nel secondo si fissa una data, un luogo, un incontro. Al terzo lui parte, prende un aereo, noleggia un auto, percorre raccordi , strade, autostrade e alla prima a destra dopo la rotonda incontra lei. Il successivo è pieno d’imbarazzo, le prime impressioni, i primi sguardi ma poi è tutto un crescendo, c’è un caffè, una passeggiata sul molo, spostamenti in macchina, c’è Zenzero una tisaniera e ancora la ricerca di un ristorante per il pranzo, e poi [...]
[flashback]
I due camminano tra le vie strette del centro storico, ogni tanto si guardano negli occhi e si scambiano un bacio veloce, poco più avanti sulla sinistra c’è un portone semichiuso arrivati al quale lei guarda dentro curiosando, c’è un ascensore, tre piani a salire e tre a scendere: quaranta secondi d’intimità. […]
Un passo avanti all’altro sulla stretta passerella di cemento circondata dalla sabbia, arrivati alla fine della quale si fermano ad osservare il mare, sono uno davanti l’altro le loro ombre allungate sulla spiaggia a disegnare un'unica cosa […]
Lei attraversa a piedi la strada, lui fa lo stesso in macchina seguendo la sua camminata, poi deve svoltare forzatamente a sinistra, il suo sguardo la cerca, lei si gira per salutarlo e lo vede battersi lentamente per due volte la mano destra alla sinistra del petto […]
[fine primo tempo]
Il secondo tempo ci riporta ad una quindicina di giorni dopo, inizia con un viaggio in macchina di quasi sei ore, attraverso sei regioni e quattro autostrade.
Arriva e trova posto poco avanti il suo palazzo, scende dalla macchina che fuori piove, a ripararlo il cappuccio del suo piumino marrone, prende lo zainetto dal cofano e si dirige verso il portone, sulla pulsantiera una targhetta attaccata a mano con quattro cognomi: "che piano ?” - “quarto” […]
[cit.] Noi. L'imbarazzo iniziale. E gli occhi di entrambi che cercavano, forse, conferme. Noi. Preziosi, l'uno per l'altra, ma fragili. Delicati. La giacca bagnata dalla pioggia tolta per toccare il suo corpo, riempirmi i polmoni col suo profumo. Stringerlo forte a me. La luce tremolante delle candele. L’odore dell’incenso, le due tisane calde pronte per noi Abbracci. I corpi che si avvicinano a scoprirsi di nuovo, ancora una volta. Le vibrazioni Le emozioni I sorrisi Il suo odore, il suo sapore, la sua pelle, il suo corpo, i suoi sospiri. […]
Fuori dallo stabile dove lei svolge la sua attività volontariato, aspettano qualcuno che non arriva, lui tira fuori dalla busta il libro appena comprato, seduti su una panchina ne legge alcuni brani salienti. Lei lo ascolta ammirata, ogni tanto chiede il significato di quell’espressione dialettale. Dal palazzo di fronte, una scuola, un gruppo di ragazzi li guarda quasi con invidia […]
[cit.] Quella sensazione non la si può descrivere, ti ho osservata, improvvisamente piccola e fragile, continuare a dormire, ho ascoltato il tuo respiro deciso, ho cercato di capire nella tua espressione cosa poteva avertelo provocato e non ho smesso un attimo di guardarti. Ho vegliato sul tuo sonno tenendoti stretta a me e ti ho stretto ancor di più quando dopo un po’ lo hai rifatto e poi ancora .E dopo, senza parlare, ti ho chiesto: "cos'hai ?!" […]
Passati due giorni, bellissimi, indimenticabili, al momento di salutarci l’emozione ci ha colti di sorpresa. Abbiamo pianto riso e ripianto nel giro di 3 secondi netti. Poi l’ultimo saluto sull’uscio di casa. Una volta in macchina ho alzato gli occhi verso quel quarto piano aspettandomi di vederla ma lei non c’era. Ho fatto manovra, forse qualcuna in più del dovuto fino a quando... "eccola" !
Questo è Zenzero.
![[Antinori] Cervaro della Sala [Antinori] Cervaro della Sala](http://www.fileden.com/files/2007/11/25/1606722/cervarods.png)
![[Firriato] SantAgostino Baglio Soria Rosso [Firriato] SantAgostino Baglio Soria Rosso](http://www.fileden.com/files/2007/11/26/1607602/Firriato-SantagostinoBaglioSoria.png)
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