"Z" come Zenzero

Pensato, ma non troppo... lunedì, 31 dicembre 2007 in: giorni particolari, alfabetando

Zenzero è il titolo di un film.

Nato per caso, dal nulla, quasi per gioco, forse frettolosamente, ma fortemente desiderato. Un film che non sta nelle sale, che non è mai andato in onda ne mai ci andrà, che non si può trovare negli scaffali delle videoteche e nemmeno nell’immenso mondo della rete, ma c’è. Zenzero è un film particolare, unico, oltre a vederlo e ascoltarlo puoi avvertirne i sapori, gli odori, puoi sfiorarlo, toccarlo e lui è lì a restituirti emozioni che nemmeno pensi di poter provare. E poi è tutto doppio, due interpreti, due registi, due sceneggiatori, due addetti al montaggio, due spettatori, diverse scene, diversi capitoli, alcuni da vedere, rivedere, altri da saltare con l’avanti veloce, e non ha un finale o forse c’è l’ha ma nessuno l’ha mai visto. Di qualcosa si può trovare traccia, tra le righe, più o meno velatamente per ragioni di circostanza, qualche altra provo a descriverla perché me lo devo, perché è troppo grande da tenere tutta per me, perché non ho potuto mai raccontarla a nessuno e invece avrei voluto.I primi due capitoli narrano di scambi di email, di telefonate, di progetti, proposte, paure, incertezze. Nel secondo si fissa una data, un luogo, un incontro. Al terzo lui parte, prende un aereo, noleggia un auto, percorre raccordi , strade, autostrade e alla prima a destra dopo la rotonda incontra lei. Il successivo è pieno d’imbarazzo, le prime impressioni, i primi sguardi ma poi è tutto un crescendo, c’è un caffè, una passeggiata sul molo, spostamenti in macchina, c’è Zenzero una tisaniera e ancora la ricerca di un ristorante per il pranzo, e poi [...]
 

[flashback]


I due camminano tra le vie strette del centro storico, ogni tanto si guardano negli occhi e si scambiano un bacio veloce, poco più avanti sulla sinistra c’è un portone semichiuso arrivati al quale lei guarda dentro curiosando, c’è un ascensore, tre piani a salire e tre a scendere: quaranta secondi d’intimità. […]

Un passo avanti all’altro sulla stretta passerella di cemento circondata dalla sabbia, arrivati alla fine della quale si fermano ad osservare il mare, sono uno davanti l’altro le loro ombre allungate sulla spiaggia a disegnare un'unica cosa […]

Lei attraversa a piedi la strada, lui fa lo stesso in macchina seguendo la sua camminata, poi deve svoltare forzatamente a sinistra, il suo sguardo la cerca, lei si gira per salutarlo e lo vede battersi lentamente per due volte la mano destra alla sinistra del petto […]


[fine primo tempo]

Il secondo tempo ci riporta ad una quindicina di giorni dopo, inizia con un viaggio in macchina di quasi sei ore, attraverso sei regioni e quattro autostrade.

Arriva e trova posto poco avanti il suo palazzo, scende dalla macchina che fuori piove, a ripararlo il cappuccio del suo piumino marrone, prende lo zainetto dal cofano e si dirige verso il portone, sulla pulsantiera una targhetta attaccata a mano con quattro cognomi: "che piano ?” - “quarto” […]

[cit.] Noi. L'imbarazzo iniziale. E gli occhi di entrambi che cercavano, forse, conferme. Noi. Preziosi, l'uno per l'altra, ma fragili. Delicati. La giacca bagnata dalla pioggia tolta per toccare il suo corpo, riempirmi i polmoni col suo profumo. Stringerlo forte a me. La luce tremolante delle candele. L’odore dell’incenso, le due tisane calde pronte per noi Abbracci. I corpi che si avvicinano a scoprirsi di nuovo, ancora una volta. Le vibrazioni Le emozioni I sorrisi Il suo odore, il suo sapore, la sua pelle, il suo corpo, i suoi sospiri. […]

Fuori dallo stabile dove lei svolge la sua attività volontariato, aspettano qualcuno che non arriva, lui tira fuori dalla busta il libro appena comprato, seduti su una panchina ne legge alcuni brani salienti. Lei lo ascolta ammirata, ogni tanto chiede il significato di quell’espressione dialettale. Dal palazzo di fronte, una scuola, un gruppo di ragazzi li guarda quasi con invidia […]

[cit.] Quella sensazione non la si può descrivere, ti ho osservata, improvvisamente piccola e fragile, continuare a dormire, ho ascoltato il tuo respiro deciso, ho cercato di capire nella tua espressione cosa poteva avertelo provocato e non ho smesso un attimo di guardarti. Ho vegliato sul tuo sonno tenendoti stretta a me e ti ho stretto ancor di più quando dopo un po’ lo hai rifatto e poi ancora .E dopo, senza parlare, ti ho chiesto: "cos'hai ?!" […]

Passati due giorni, bellissimi, indimenticabili, al momento di salutarci l’emozione ci ha colti di sorpresa. Abbiamo pianto riso e ripianto nel giro di 3 secondi netti. Poi l’ultimo saluto sull’uscio di casa. Una volta in macchina ho alzato gli occhi verso quel quarto piano aspettandomi di vederla ma lei non c’era. Ho fatto manovra, forse qualcuna in più del dovuto fino a quando... "eccola"
"il suo sorriso, i suoi capelli in controluce"
Questa l’ultima immagine che ho di lei, un colpo al clacson, la mano fuori dal finestrino ed in cuor mio una sola parola: Arrivederci.

Questo è Zenzero.
Più o meno.
(Buon Compleanno"Pulce")
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"V" come Venti Voglie con la V (the original)

Pensato, ma non troppo... venerdì, 28 dicembre 2007 in: alfabetando

Voglia di ...

 1. Vivere (per poter fare tutto il resto)
 2.
Viaggiare
(per conoscere)
 3.
Vacillare
(per non cadere)
 4.
Vezzi
(perché ci vogliono)
 5.
Vinicio
(perché è unico)
 6. Vaniglia
(perché la preferisco)
 7. Velocità
(per l'adrenalina)
 8. Verità
(perché è giusto)
 9. Vespa
(perché è un classico)
10. Vicinanza
(perché è meglio)
11. Vacanze
(per non avere obblighi)
12. Veleggiare
(per il senso di libertà)
13. Variare
(per rinnovarsi)
14. Vienna
(perché è una promessa)
15. Valigia
(per non fermarmi)
16. Vino
(perché, con moderazione, mi piace)
17. Volare
(perché mi "eccita")
18. Villeggiare
(per rilassarmi)
19. Vederla (per ri-stare bene)
20. Voce
(la sua, perché mi sussurra segreti)

Sottoscritto da helados alle 14:30 |commenti (6)

"N" come Natale

Pensato, ma non troppo... lunedì, 24 dicembre 2007 in: semiserio, alfabetando
La mia commercialista è un genio, questo è risaputo, poi mi vuole tanto bene, sta attenta alle mie volontà e, essendo dotata di una sensibilità fuori dal comune, asseconda spesso le mie esigenze. Insomma, quasi quasi potrei sposarla !!
Giorni fa sono passato dal suo studio per salutarla e fare gli auguri alle sue collaboratrici ed è lì che ho avuto conferma di quanto ho appena detto.
LMC – Allora non parti ?!
Io – No no, queste feste le passo a casa, da solo, tranquillo, sono indietro di almeno una trentina di dvd, voglio farmi un overdose di TV e Divano.
LMC – Ah ?! … quindi sei solo a casa ?! … ma perché allora non ci riuniamo tutti da te ?!
Io – Ma no dai, ti ho già detto, vorrei stare un po’ solo, tranquillo, ne sento quasi il bisogno.
LMC – Ok dai, penso a tutto io.
Sì, perché poi lei è così, pensa a tutto anche ai minimi particolari ed in questo si fa aiutare dalla sorella. (Dramma) Casa mia non è piccola, però non è proprio attrezzata per tanta gente quindi ci sarebbe da fare qualche piccolo aggiustamento nella disposizione dell’arredamento se ce ne fosse la necessità. Ed ecco che entrano in gioco LMC e LSDMC. Arrivano venerdì pomeriggio che io sono al minuto 23 di un action-movie qualsiasi, danno una rapida occhiata ma più per circostanza, non per altro, infatti hanno già bene in mente cosa fare.
LMC – Dai, spostiamo questo, leviamo quest’altro, quì mettiamo i tavoli per quando mangeremo …… e se spostiamo tutto questo casino facciamo spazio all’albero.
Io – All’albero ?!?!?! … ma io, a parte che non lo voglio, non lo ho nemmeno l’albero !!
LMC – Si ma infatti, porto il mio … sta tranquillo, tu devi mettere solo le lucine poi ci pensiamo noi
LSDMC – (eco) Tranquillo ci pensiamo noi
Io - …
Mi sono mancate le parole, che quello che lei ha definito “tutto questo casino” è il mio regno, cioè la parte di casa a cui sono più legato ed anche la più ordinata in effetti perché ne ho cura in modo quasi maniacale, e cioè tutta la parte home theatre e ammennicoli vari. In un attimo, la combinazione ottimale tra acustica e visibilità ottenuta al millimetro/decibel dopo, un personalissimo studio ergonomico e centinaia di tentativi, spazzata via per far posto ad un albero. E questo è solo l’inizio. Io non so ancora nemmeno chi siamo e, soprattutto, in quanti siamo, l’unica regola che sono riuscito ad imporre è stata quella del non fumare ed anche lì Thelma & Louise mi hanno risposto con il solito coretto
LMC & LSDMC (T&L) – (coro) Tranquillo ci pensiamo noi …
Ad ogni modo, ieri mattina hanno portato a casa la spesa, o il frutto di un saccheggio al supermercato, fa lo stesso. Così, ad occhio e per difetto, credo sia il contenuto di almeno 3 carrelli. Dopo di che, visto che T&L dovevano uscire per comprare gli ultimi regali, ho avuto un’alzata d’ingegno. Perché non sfruttare la loro attitudine agli acquisti dato che la mia autonomia all’interno di un negozio è si e no di 5 minuti, passati i quali vado in confusione ?! Ho dato quindi loro mandato per l’acquisto di piccoli pensieri e, per evitare conti vari, pure la mia carta di credito, tanto, a parte il fatto che i titolari dei negozi dove sarebbe andata ci conoscono entrambi, per come stanno fusi non ci faranno neanche caso.
Io – quindi ci pensate voi ?
T&L - (coro)... tranquillo !!
Le ho riviste a tarda sera, sono arrivate per sistemare i doni (tanti tanti), miei compresi (quattro), sotto l’albero, e restituirmi la carta. Quando stavo per rimetterla nel portafogli mi sono accorto che era la sua. Poverina ho pensato, con tutto questo da fare si è un attimo confusa.
Io –  … guarda che hai fatto confusione, mi hai dato la tua di carta.
LMC – no, quella è la tua,  perché la mia sta nel mio portafogli.
Io – ... sarà pure la mia, ma c’è scritto su il tuo nome.
LMC – uh … allora ho usato la mia per pagare i tuoi regali ?! … vabbè poi facciamo i conti … tranquillo.
LSDMC – (eco) tranquillo !!
Eh … tranquillo un corno. Stamattina squilla&vibra il cellulare e sul display compare la scritta “Dir.Banca” e pensando stesse facendo un giro di auguri ho risposto con tono spensierato. Mi ha chiesto invece se avessi smarrito per caso la carta visto che tutti quei movimenti solitamente li faccio in un semestre. Al che mi sono venuti subito in mente e nell’ordine, l’albero, le lucine, i “tanti tanti” doni, La Mia Commercialista che strisciava la mia carta in "tanti tanti" negozi e La Sorella Della Mia Commercialista che mi diceva per l’ennesima volta:
- Tranquillo, ci pensiamo noi !!
Sottoscritto da helados alle 16:52 |commenti (5)

"O" come Oroscopo

Pensato, ma non troppo... venerdì, 21 dicembre 2007 in: parole in prestito, semiserio, alfabetando

Pesci (19 febbraio - 20 marzo)

Se lo volessi, nel 2008 potresti diventare un mago della pioggia e guadagnare un mucchio di soldi attirando acquazzoni nelle zone più colpite dalla siccità. Le tue potenzialità magiche saranno così alte che potresti anche deviare il flusso dei fiumi, decontaminare i laghi inquinati e seccare le lacrime delle persone che hanno pianto troppo. In altre parole, Pesci, avrai un grande potere sull'elemento acqua. Potresti addirittura usare la tua magia per controllare in modo imparziale le tue emozioni oceaniche.

Allora caro Brezsny, che tu secondo me abbia bisogno di un po' di riposo lo dico già da tempo, ad ogni modo ...

Diventare mago della pioggia proprio non me ne frega, certo la parte economica non sarebbe male, magari faccio al contrario, lavoro per chi vuole il sole e la devio da un altra parte.

Decontaminare i laghi sarebbe ottimo, deviare il flusso dei fiumi a che pro !?  per le lacrime mi sà che è molto dura ed io già sono troppo emotivo di mio

Restano i due ultimi punti, escludo subito quello finale perchè se controllassi le mie emozioni oceaniche finirebbe il bello ... 

Rimane il grande potere sull'elemento acqua.

Ecco, questa sì che  è una buona cosa, considerando che la mia età comincia ad essere un po' avanzata, sapere di potere controllare eventuali incontinenze è un fatto che mi rincuora !!

Ad ogno modo "Brezsny" .... 'scolta me .... prenota un bel viaggetto su ...

Sottoscritto da helados alle 20:57 |commenti (6)

"Q" come Quattro cose veloci

Pensato, ma non troppo... giovedì, 20 dicembre 2007 in: felicità, semiserio, alfabetando
<sarcasmo on>
1- Giorni fa ho scoperto che avere uno dei centocinquanta blog più letti d’italia è una cosa da fighi. Quindi credo che avere quotidianamente tra i propri lettori uno dei centocinquanta blogger più letti d’italia dovrebbe esserlo ancora di più. Adesso le cose sono due, o smetti di leggermi o sono più figo di te. (ma comunque non è che me ne freghi poi tanto ecco … )
<sarcasmo off>

<divertimento on>
2- Lunedì sera io e nipotinabella siamo stati a Catania a vedere un concerto, abbiamo parlato, passeggiato, ballato, cantato e riso. (tantissimo)
<divertimento off>

<sfiga on>
3- Martedì a calcetto ho segnato un gol da applausi ma dopo due minuti mi sono arrovogliato per l’ennesima volta la caviglia sfanculandomela forse in via definitiva. (ahiaa…)
<sfiga off … off … off … off …‘azz s’è rott… >

<beatitudine on>
4- Non lo so di preciso cos’è ma in questo momento ho questa strana sensazione come di appagamento, credo sia per Lei, per quello che ci diciamo regolarmente, per quello che riusciamo a trasmetterci anche a distanza, per quello che siamo capaci di provare le volte che stiamo insieme, per il desiderio che sappiamo essere, a volte, necessità. E’ strano, dovrei affliggermi invece ne traggo beneficio. (boh ?!?)
<beatitudine forever>
Sottoscritto da helados alle 20:45 |commenti (7)

"G" come Glitterate

Pensato, ma non troppo... martedì, 11 dicembre 2007 in: semiserio, alfabetando
Noi
In tre, io, Doc ed Emme, seduti da un po’, a fine antipasti la prima bottiglia di rosso sta per essere rimpiazzata.
Loro
Entrano, attendono che il cameriere gli si faccia incontro, con lo sguardo passano in rassegna, uno per uno, i cinque/sei tavoli occupati, non c’è ancora tanta gente in effetti.
Sono in due, la mia testa sceglie istintivamente la seconda.
Cinque sono le cose che osservo, da subito, in una donna per farmi un idea, una sorta di test “a pelle”, una sorta di “stronzata” ad esser sincero, però è più forte di me, la faccio sempre.
Da quella posizione e distanza ne avevo ancora visto due, scarpe e borsa ed erano ok, mancavano ancora portamento, unghie e trucco degli occhi.
Arriva il cameriere, concertano brevemente sul da farsi e lei, con un cenno della testa indica il tavolo accanto al nostro ..... (azz...!!)
La camminata può andare, non è il massimo ma va bene …. mmmh ?! …. trucco degli occhi ?! … sì ok, anche quello è a posto, si accomoda proprio di fronte a me, mentre si siede accenna, non proprio velatamente, un sorriso.
Io aspetto ancora di vederle le mani.
Ma non appena è seduta compie tre gesti che rendono anche superfluo l’ultimo punto, e nell’ordine:
-prende il cellulare dalla borsa, cellulare a cui è attaccato una palla di pelo, un specie di topo peloso dal colore luminescente
-scrive e riceve una decina di sms in poco più trenta secondi
-posa il cellulare, topo compreso, sul tavolo
Risultato del test ? …. : “non era meglio che ti sedevi da un'altra parte ??”
Noi continuiamo la nostra cena, le bottiglie nel frattempo sono diventate due, il locale è quasi pieno.
Io ho gli occhi di lei piantati addosso da quando si è seduta e la cosa non è che mi rende particolarmente sereno, sì perché non solo guarda, continua pure a sorridere, ogni tanto ho il dubbio di avere una macchia sulla camicia, un cespo di rucola tra i denti, dei peli ribelli che escono dal naso … che ne so ?!
Ad ogni modo evito in tutti i modi ogni qualsiasi cenno di assenso alle sue “provocazioni”, proprio a pelle non mi va giù, non posso farci niente.
Decido quindi di  andare in bagno, sia per sottrarmi da quel momentaneo imbarazzo sia per fugare ogni incertezza sulla mia presentabilità.
Di ritorno, dopo aver appurato che niente di inconsueto era evidente, mi rendo conto che la mia andatura non è proprio delle più stabili anche se ancora rientra nei limiti della decenza.
Non appena seduto trovo i calici pieni, tutti allo stesso livello, avevano dato fondo alla terza bottiglia, “Emme” si fa carico, chissà perché, di un brindisi con il più banale dei “ alla prossima …”, io alzo il bicchiere, oramai gesti e discorsi sono privi di ogni nesso, lo alzo ancora di più per osservarlo in controluce e per godermi i riflessi rosso rubino del suo contenuto.
Lei, di fronte, equivoca il gesto come un invito a brindare, svuota frettolosamente la sua bottiglia di Becks nel bicchiere e con la schiuma che monta lo alza in alto e sorridente risponde:
“ alla vostra !! “
A quel punto, volendo assolutamente impedire sul nascere quella forma d’iniziativa, mi rivolgo a lei e, complice il vaneggiamento dovuto al Syrah, le accenno con tono quasi di disprezzo:
“per quel che mi riguarda sei un continente obliato”
che già mentre lo pronunciavo mi chiedevo, “ma che m**chia sto dicendo ?!?”
Ad ogni modo il sorriso, fisso ma composto, che fino a quel momento l’aveva contraddistinta si è convertito in massima espressione di gaudio, e con occhi scintillanti e sorpresi mi replica entusiasta:
“anche a te piacciono i Marlene ??”
“ no, ho un blog “ le ho risposto quasi seccamente
ed ho subito chiesto il conto.
 
Me lo dico da solo "st(b)ronzo" ?!? …. Ok lo faccio !!
 
Ah, quasi dimenticavo… “glitterate” erano le unghie … ma riflettendoci non mi sentirei di giurarlo anche perché dieci minuti dopo scrivevo a babbo natale … non so se rendo !!
Sottoscritto da helados alle 10:30 |commenti (12)

"H" come HeartTango

Pensato, ma non troppo... lunedì, 10 dicembre 2007 in: semiserio, alfabetando
Si sa, la mia instabilità è oramai cronica, esco da una settimana piuttosto particolare, ma amichevolmente invogliato e stimolato ho pensato bene, visto il periodo, di chiedere aiuto ad una persona particolare.
Quindi :

Caro Babbo Natale
Credo di avere individuato la causa dei miei problemi e dunque quale possa essere la panacea dei miei sbalzi d'umore così repentini.
Come potrai vedere -cliccando sull'immagine in basso- ne esistono sette versioni, Aggressiva, Curiosa, Inafferrabile, Indecisa, Mamma, Passionale, Premurosa, e non avendo la pretesa di collezionarle tutte, mi accontenterei umilmente di una a tua scelta.
In considerazione del fatto che in tutti questi anni è la prima volta che ti scrivo spero tu tenga in evidenza questa mia richiesta e che possa accontentarmi al più presto.
Ti ringrazio, helados.

[sei minuti da non perdere]

P.S. nel caso in cui, per errore, arrivasse in abbinamento anche il "Tanguero" credo di non aver nessun problema a riciclarlo

Sottoscritto da helados alle 00:35 |commenti (10)

"R" come Rabbia

Pensato, ma non troppo... venerdì, 07 dicembre 2007 in: parole in prestito, alfabetando
Non so ancora quale spiegazione, logica o scientifica, possa esprimere fedelmente quel senso di vuoto che immobilizza il mio corpo e che, allo stesso tempo, sento gradualmente salirmi dentro... sempre di più, sempre più in alto... giungendo alla mia testa per implodere, prima cerebralmente, occupando tutte le sinapsi in cui i miei neuroni possano essersi incontrati... e poi, istintivamente, per esplodere in un urlo di liberazione. Ecco, ho cercato di complicarmi la vita come al solito, usando mille parole per spiegare un concetto semplice e, a parer mio in modo riduttivo, chiamato RABBIA.
Eppure è inverosimile come anni di psicologia, di evoluzione, di yoga, karma e tutto il resto, non siano riusciti a controllare quello strano meccanismo per il quale riesco a trasformarmi da dolce lolita in incredibile HULK, colore verde bava alla bocca sguardo tipicamente assassino e soprattutto parole taglienti lanciate come le katane dei samurai di kill bill.
Troppo istintiva? Ancora troppo poco autocontrollo? Poco matura? Mah.....che ne so.
Però analizzandomi sono arrivata al punto di fermarmi e ricordare a me stessa: "no cara mia, tu non eri cosi ! "
Credo che sia ancora una volta merito, o colpa, delle delusioni,delle fallite aspettative che riesci a collezionare quando sei lì a sperarci di brutto.
Credo, anzi so, che sia colpa dell'incuranza, delle parole dette senza un minimo di tatto, senza nessuna forma, intendiamoci, apprezzo l'essere diretti, meno l'essere crudi.
Delusa dal tuo cavallo vincente, proprio quello sul quale hai puntato tutto, pazienza, sentimenti, orgoglio, puntiglio e chissà quant'altro.
Negazioni, mancanze che istigano la mia IRA solleticando l’orgoglio per poi trapassarlo.
E poi, lì, mi rendo conto di quanto sia bello fare uscire il mostro che vive in me... scaraventarmi e dire anch’ io ciò che voglio senza preoccuparmi di essere troppo rispettosa e/o troppo educata.
Ah che bello lasciare straripare quel fiume fatto di gocce, d’amarezze collezionate durante la finta quiete.
RABBIA, Ira, Odio… sembrano liberatori ma poi, dopo lo sfogo e solo allora, come dopo il passaggio distruttivo di un tifone, conti i danni; e forse solo quand’è troppo tardi capisci che in realtà hanno incatenato solo te, soprattutto se la persona che odi è in realtà quella che ami di più.
Blogger: aleyourlove        
Sottoscritto da aleyourlove alle 18:05 |commenti (3)